Una rete mondiale tra computer Pavia parteciperà alla ricerca
PAVIA.L'Università di Pavia si apre ad un progetto di livello mondiale.
Dopo aver vinto infatti l'IBM Award, premio dato dalla nota azienda americana per un'iniziativa su un nuovo corso di laurea in Ingegneria dei Sistemi, è stata selezionata per partecipare al progetto World Community Grid. Di cosa si tratta?
«La Fondazione IBM - spiega il professor Cantoni del dipartimento di informatica e sistemistica - organizza una rete in grado di sfruttare le risorse di calcolo inutilizzate dei computer, per promuovere iniziative umanitarie». Circa 300 enti partecipano a questo progetto condividendo i propri calcolatori, sui quali sono installati dei software che consentono di mettere a disposizione le risorse non utilizzate.
«Questo significa una potenza di calcolo enorme», sottolinea Cantoni. A beneficiare di questa risorsa saranno enti di ricerca e organizzazioni no-profit interessate a condurre progetti umanitari tramite la tecnologia del Grid Computing.
La IBM mette a disposizione di questa rete mondiale i prodotti hardware e software necessari per gestirne e mantenerne l'infrastruttura. Alcuni progetti sono già stati avviati: FightAIDS@Home, che ricerca nuove cure per combattere l'AIDS; Human Proteom Folding Project, che studia le proteine del proteoma umano per capire le cause di malattie come la malaria e la tubercolosi per studiare potenziali cure e Help Defeat Cancer, che si occupa di migliorare i trattamenti per il cancro attraverso strumenti diagnostici più precisi.
La tecnologia messa a disposizione rende possibile per questi enti sviluppare programmi di ricerca che richiederebbero molti anni in pochi mesi, con risultati importanti per tutta la comunità scientifica mondiale.
Tutta questa potenza può però far pensare a eventuali rischi di attacchi da parte di hacker. Ma si tratta di rischi solo potenziali perché a garanzia del sistema c'è la IBM che ha studiato una serie di misure, tra cui certificati, sistemi di registrazione e autenticazione e firewall, in grado di dare maggiore sicurezza agli enti partecipanti.
Marianna Bruschi