«Vinal pericolosa» Gli atti alla Camera

SANTA GIULETTA.Il timore espresso dal sindaco Maurizio Brandolini in relazione alla possibile presenza di sostanze inquinanti nel sottosuolo della Vinal e la necessità quindi di fare chiarezza al più presto trova una conferma in un atto ufficiale della Camera. Proprio della Vinal c'é un riferimento importante in un resoconto stenografico di un'interrogazione parlamentare presentata alla Camera dai Verdi Sergio Andreis e Anna Donati e riferita all'allora ministro dell'ambiente Giorgio Ruffolo, che porta la data del 26 aprile 1988. In un passaggio si dice in modo chiaro «... la presenza... anche di altri impianti a rischio notamente la Vinal che lavora acido tartarico...». Dunque l'impianto era considerato a rischio e la sua pericolosità era «nota». Le ragioni però non sono spiegate. Intanto però esiste anche un altro dato sulla Vinal che riporta a tempi più vicini, cioè al 1998, in merito a due sentenze riferite ad un'attività di scarichi irregolari di reflui in un fosso. Una prima sentenza emessa dal pretore di Voghera, sezione staccata di Casteggio il 4 dicembre 1998 dichiarava «l'amministratore unico della Vinal spa Antonio Marrone e il direttore tecnico responsabile per la protezione ambientale, colpevoli per aver effettuato senza autorizzazione, scarichi di acque reflue dall'insediamento produttivo della società in fossi poderali e attraverso questi nel corso idrico Roggia Cappella» e che questi scarichi avevano «una concentrazione di Bod e Cod superiori ai limiti previsti dalla legge, in S. Giuletta dal 29 maggio 1995 al 12 ottobre 1995» e infine di aver «effettuato scarichi provenienti dall'impianto di depurazione dell'insediamento produttivo con valori di Bod e Cod e ammoniaca superiori ai limiti previsti dalla legge in S. Giuletta dal 16 giugno 1995 all'1 luglio 1995». Una sanzione di 30 milioni di vecchie lire per ciascuno dei due imputati chiudeva la vertenza legale. Ma in Cassazione era ribaltato il giudizio di primo grado, e tutto fini con «l'assoluzione per non aver commesso il fatto» per Marrone.