In Cina sarà abolito il lavoro «rieducativo»

PECHINO.Dando un forte segnale della sua volontà di proseguire sulla strada delle riforme, la leadership cinese ha annunciato l'intenzione di abolire il sistema della «rieducazione attraverso il lavoro». L'annuncio è stato affidato al China Daily, il quotidiano in inglese diretto all' elite e agli stranieri, che lo spara in un titolone di prima pagina. Un progetto di legge per l'abolizione della rieducazione, precisa il giornale, verrà presentato alla sessione dell'Assemblea Nazionale del Popolo (Npc), che si apre lunedi a Pechino. Si tratta dell'ultima riunione del Npc prima del 17esimo Congresso del Partito, previsto per l'autunno, e la prima nella quale la «quarta generazione» dei comunisti, quella guidata dal presidente Hu Jintao e dal premier Wen Jiabao, si presenta nella pienezza dei suoi poteri. Il sistema della «rieducazione», conosciuto come «laojiao» in cinese, è stato paragonato al lavoro forzato dalle organizzazioni umanitarie internazionali, che ne hanno ripetutamente chiesto l'abolizione. «Se è vero, si tratta di un grande progresso per il sistema legale cinese e di un grande passo per la protezione dei diritti umani», ha commentato l' avvocato dissidente Teng Biao. Le prigioni laojiao - un sistema per la repressione del dissenso inventato nel 1957 - sono trecento in tutto il paese.