Conchiglie rare e quell'alce ormai estinto
VOGHERA. Esiste dal 1974, ma non tutti lo sanno. Il Museo Civico di Scienze Naturali di Voghera possiede una collezione da leccarsi i baffi: minerali, conchiglie fossili, vertebrati e invertebrati, per un totale di migliaia di pezzi. Una biblioteca specializzata, con tanto di rarità e centinaia di prime edizioni, il Museo è un punto di riferimento per molte università italiane (Pavia, Torino, Milano), ma anche per altri musei del territorio. Capita di continuo infatti che da Modena, Alba, Torino e altre città piemontesi, emiliane e lombarde chiedano in prestito qualche pezzo al museo vogherese, per esporlo in mostre e convegni. La collezione cresce di anno in anno, grazie a donazioni di privati e acquisti fatti dal museo stesso. Fiore all'occhiello è la pubblicazione periodica della rivista scientifica 'I Quaderni" (con temi legati a botanica, zoologia, paleontologia, mineralogia e geologia), che da 25 anni raggiunge le più note università europee e d'oltreoceano, comprese quelle di Tokyo e New York.
Nato un po'per caso, dalla passione di un gruppo di amici appassionati di paleontologia e mineralogia, il museo negli anni Ottanta diventa civico e il materiale viene donato al Comune. È la svolta. L'amministrazione, sotto la guida di Simona Guioli (una laurea in scienze naturali), trasforma la raccolta in un'importante e rara collezione, e si dà da fare per inserire il museo nel circuito nazionale.
'La nostra collezione - spiega Simona Guioli - si avvale di numerosi ritrovamenti scoperti nel territorio dell'Oltrepo, ma anche altrove, e risalenti tutti a epoche differenti. Abbiamo un'importante sezione dedicata ai minerali (pietre preziose, pietre dure, di tutte le forme e dimensioni, e che provengono da tutto il mondo) e una solo per le conchiglie fossili, risalente a sei milioni e mezzo di anni fa, quando nel nostro Appennino c'era il mare".
La stessa (più di tremila esemplari) che hanno prestato nel 2006 per una mostra in territorio modenese. 'Le conchiglie sono il pezzo forte della collezione, ed è merito loro se siamo entrati a far parte della 'Società italiana di Malacologia", quella che ha sede ad Alba, e che è stimata come la più importante di Italia". Fossili, conchiglie e minerali, al Museo si trovano anche molti animali.
Si possono ammirare i resti dei grandi vertebrati del periodo Quaternario (vecchi un milione di anni, per intenderci), tra cui elefanti, ippopotami, bisonti, orsi e rinoceronti venuti alla luce dalle sabbie del Po. Oltre a una grande quantità di animali sotto formalina (pesci, rettili e anfibi) o imbalsamati, come i fenicotteri rosa, l'airone cenerino, il tarabuso, le volpi, le faine, i tassi e innumerevoli rapaci (diurni e notturni), tra i quali spicca una preziosa aquila reale.
Degno di nota è poi un omero di plesiosauro, trovato in Oltrepo nelle vicinanze di Zavattarello, 'l'unico resto trovato in Italia - spiega la Guioli - appartenente a questi grandi rettili marini mesozoici". Altro resto molto importante è il cranio femminile di megacero, una sorta di cervo con lunghe corna, ' la cui peculiarità è di essere il solo esemplare femmina rinvenuto su territorio nazionale".
A Voghera sono anche gli unici a possedere un frammento di palco (volgarmente detto corna) appartenente a un tipo di alce ora estinto, detto appunto dei lunghi palchi: 'Con Bergamo siamo la città più a sud d'Europa ad averne uno, perché pare che quest'animale non abbia mai attraversato il Po".
Chiara Argenteri