Una scuola multietnica fra Rom e Islam

MORTARA.Casa e lavoro sono note dolenti anche per gli stranieri residenti a Mortara. Sempre più cittadini di altri Paesi stranieri scelgono di abitare in città: i dati della chiusura 2006 dell'anagrafe confermano che la popolazione è risalita stabilmente sopra quota 15mila abitanti, arrivando a 15mila e 56. Traguardo che non aveva più raggiunto dagli anni Settanta, proprio grazie al numero crescente di residenti regolari non di nazionalità italiana: alla fine dello scorso anno erano 1284. Alla metà di gennaio, la cifra era già salita a 1300 unità. Solo 3 anni fa, alla fine del 2003, gli stranieri a Mortara erano circa la metà: i residenti regolari erano 682, di cui 369 maschi e 313 femmine. «I gruppi nazionali rappresentati sono 55 - spiega l'assessore alla Pubblica istruzione Pinuccia Delù - le aree più rappresentate sono il Marocco, con 240 tra maschi e femmine, Romania, con 185 persone, Albania, con 168 residenti, Tunisia con 102 e Cina con 56». Una delle questioni più importanti legate alla presenza degli stranieri è quella dei minori: oltre un terzo dei residenti non italiani, 366 persone, è infatti minorenne. Molti di loro, oltre la metà, frequentano le scuole primarie. Un carico non indifferente per il plesso mortarese che all'inizio dell'anno contava in tutto 689 bambini alle elementari: «Il nostro istituto - spiega la direttrice Caterina Cornalba - riceve continuamente iscrizioni di stranieri. La scuola ha a disposizione una docente che insegna l'italiano come un'altra lingua, ma non sempre è facile affrontare tutte le tematiche collegate a un numero cosi alto di stranieri. Bisogna tenere conto di molte variabili, connesse sia con le differenze linguistiche che con le differenze di preparazione». Una presenza importante e variegata, quella degli stranieri, non ha portato a sostanziali problemi di ordine pubblico, nonostante qualche oggettiva difficoltà di integrazione, con problemi a trovare spazi per chi pratica l'Islam, e richieste avanzate dal Centro islamico al Comune che per ora non sono state soddisfatte, ma anche per il nutrito gruppo dei Rom. (s.m.)