Gianna Nannini sale sul palco dell'Ariston per raccontare il "progetto Pia de' Tolomei"
SANREMO. Grintosa, talvolta ruvida, ma sempre sincera: coi tratti più significativi della sua personalità, Gianna Nannini ha debuttato ufficialmente, nella tarda mattinata di ieri, al Festival: «Non ci sono mai venuta prima, ha detto, perché la musica che mi rappresenta, rock e punk, non ha mai fatto parte del Festival». Per una volta ha cambiato idea e stasera sarà tra i superospiti al Teatro Ariston. Il motivo? La presentazione di un mega-progetto che si dispiegherà tra un musical, un disco e una serie di concerti estivi estivi secondo una programmazione messa al punto dal produttore David Zard.
L'intera operazione ha un titolo storico e suggestivo: 'Pia de' Tolomei". «Per me, ha sottolineato la cantante, il fatto di non avere mai partecipato al Festival è un valore, ma per Pia ho chiuso un occhio, vista la cassa di risonanza che offre la rassegna». L'idea viene da molto lontano: «La Pia era una storia che mi apparteneva, ha precisato Gianna, raccontata dalla nonna o da qualche zia maremmana. Da tempo, tra un concerto e un altro, mi bussava alle corde vocali, ma non poteva essere un'opera classica e dovevo andare oltre il rock e il punk: è venuto fuori cosi il Bruscello-pop, grazie anche all'incontro con Pia Pera, una scrittrice che vive da anni in un podere della Lucchesia e che è la 'librettista" del musical. La ricerca è iniziata sette anni fa, Caterina Bueno mi ha fatto prendere confidenza con l'ottava rima e con questa forma contadina di come si faceva l'Opera nell'800 che è il bruscello. Ma non aspettatevi un lavoro che guarda al passato: per uscire dalla gabbia della musica etnica che tende a conservare ci sono varie contaminazioni, il linguaggio è moderno, è fondamentalmente un'opera sulla libertà, a partire dall'esperienza di Pia de' Tolomei. La dedico a Siena e al mio babbo». (f.c.)