Valenzana La ricetta di Saviozzi è la serenità

VALENZA.Il clamoroso successo di Lumezzane ha riportato ottimismo nella Valenzana che aveva iniziato il 2007 sotto una cattiva stella: due pari ed altrettante sconfitte erano costate, per la prima volta nella stagione, la zona play out. La gara con il Portogruaro era vista come l'ultima spiaggia prima di un ciclo di ferro: sei punti in 180' hanno rivoluzionato la classifica dei rossoblù, saliti a + 4 sulla zona a rischio. Domenica arriva la Nuorese: Marco Saviozzi, che è stato squalificato per un turno, spiega l'evoluzione. «Il segreto - spiega il Poeta - è non guardare la classifica e rimanere equilibrati sapendo che i risultati possono arrivare quando meno te l'aspetti. Per esempio potevamo battere la Sanremese e non ci siamo riusciti, ma a sorpresa abbiamo vinto a Lumezzane». Quanto ha inciso il rientro di Foglia? «Quando un giocatore ritorna dopo una lunga inattività, è normale che apporti entusiasmo e volontà, diventando un valore aggiunto. Ma chi ha giocato al posto di Felice ha fatto il suo dovere, infatti abbiamo girato a 23 punti». Le serie positive non sono il vostro forte, siete arrivati al massimo a quattro turni senza sconfitte. «Se fai una piccola serie - dice Marco - e poi inconsciamente ti adagi, arrivano sconfitte, polemiche e critiche, invece bisogna mantenere equilibrio e giusta tensione». Gli esami non finiscono mai: il ciclo di ferro è appena iniziato. «Quasi sono contento. Nelle partite insidiose bisogna dare qualcosa in più e sarà più facile mantenere la concentrazione con Nuorese, Sud Tirol e Pro Vercelli». Gigi Rana, croce e delizia? «E' stato catalogato per due ingenuità che alla sua età possono starci, evidenziate da un nostro momento negativo. Ma con i suoi gol, ne ha già fatti due, l'entusiasmo e la forza tipici della sua giovinezza, ci darà una mano da qui alla fine». Ai tempi della Biellese era apprezzato anche come 'Poeta", compone ancora? «Ho ripreso di recente. Sto leggendo alcuni libri di Osho, la cui filosofia mi tocca corde interne sul senso della vita e l'importanza del silenzio».
Angelamaria Scupelli