«Senza castello, niente eventi»
VALEGGIO. Giovedi il consiglio comunale scioglierà la convenzione stipulata nel 1992 per costituire una sede permanente per attività culturali nei castelli di Valeggio, Sartirana e Belgioioso. «E' un accordo che, per quanto riguarda Valeggio, non è mai stato messo concretizzato: non aveva più senso partecipare a questa convenzione», dice il sindaco Fabrizio Crepaldi.
Da tempo il Comune auspica un recupero del castello dei Busca, oggi in avanzato stato di degrado. Alla luce di questa situazione, la giunta ha deciso di uscire dalla convenzione stipulata nel 1992 fra la Provincia, i Comuni di Sartirana e di Valeggio, il centro di documentazione 'Studi e ricerche della Lomellina", le società 'Castello di Sartirana scrl", 'Pila del castello snc" e 'Castello di Valeggio srl", e l'Ente fiera castelli di Belgioioso e Sartirana. «Quindici anni fa si era programmato di costituire un'area museale provinciale: un progetto meritorio, ma in cui Valeggio non ha mai svolto alcun ruolo - afferma il sindaco Crepaldi -. Da anni aspettiamo che qualcuno rimetta in piedi il nostro castello, patrimonio storico-culturale di indubbio valore. Ricordo che il primo blocco dell'antica rocca fu realizzato all'inizio dell'VIII secolo: non so quanti castelli lomellini possono vantare una data di nascita cosi antica». Dunque, di fronte all'inattività dei proprietari, il Comune ha deciso di uscire dalla convenzione denominata 'Centro espositivo permanente a carattere culturale", approvata il 23 marzo 1992. «Sarebbe stato assurdo rimanere in un accordo che, per Valeggio, rappresenta una scatola vuota - aggiunge il sindaco -. Gli altri due castelli di Sartirana e di Belgioioso organizzano fiere ed eventi di risonanza nazionale: avrebbe potuto farlo anche Valeggio, ma in 15 anni non è successo nulla. Oggi non possiamo che essere rammaricati». Per regalare un futuro al castello dei Busca, dal nome dell'ultima famiglia aristocratica che lo possedette nell'Ottocento, il Comune aveva scritto al presidente della Regione, Formigoni, alla Provincia di Pavia e alla Soprintendenza ai Beni architettonici per il paesaggio della Lombardia occidentale. «Nessuno che abbia garantito un interessamento concreto e, intanto, il nostro castello, a pianta trapezoidale e con ben otto torri, rischia di non essere più ristrutturato», si lamenta Crepaldi. La società potrebbe riattivare la parte delle vecchie stalle, già ristrutturata da anni, per insediarvi un museo. «Il Comune era stato contattato da alcune persone di Vigevano, interessate ad aprire un'esposizione permanente di abiti d'epoca, ma noi non possiamo agire perché spetta alla proprietà», comunicano gli amministratori. Intanto, tutto è fermo: l'unica novità è l'abbandono della convenzione per un museo permanente.
Umberto De Agostino