Gussoni segue Totti «Basta gioco violento»

ROMA. Stop al gioco violento: il presidente dell'Aia Cesare Gussoni ascolta le lamentele del clan giallorosso, e a Rosella Sensi e a quanti sottolineano come l'errata reazione di Totti dopo il rigore di Campagnolo sia anche frutto di tante botte invia un messaggio chiaro.
«Totti è un grande campione - spiega - e io dico che in linea generale deve essere ascoltato. Detto questo, da qualche settimana è evidente una severità maggiore degli arbitri nei confronti del gioco duro. Non solo per tutelare i talenti, ma tutti i giocatori in campo». Nei raduni Aia delle scorse settimane la coppia Collina-Gussoni ha in effetti chiesto ai direttori di gara di essere più attenti verso il gioco falloso e violento, e si registra un certo aumento dei cartellini gialli.
E un messaggio a Totti arriva anche da Carletto Mazzone: «Madre natura ti ha dato tanto, è fatale che più bravo sei più botte prendi, e questo è il pedaggio da pagare per la tua classe». Mazzone scende in campo «con l'affetto di sempre per Francesco, e la voglia di aiutare il calcio italiano», perché gli strascichi di Roma-Reggina non gli sono piaciuti. «Francesco è un ragazzo sensibile ma anche permaloso, su quel dischetto del rigore si è portato anche certi interventi ai suoi danni ad alto rischio. Totti prende troppe botte. Li sale la tensione: si ricorda l'infortunio ed è condizionato. Altri avrebbero finito la carriera con quell'infortunio. Se a questo ci aggiungiamo le battute poco simpatiche del portiere, ecco il nervosismo di Totti». Ma il capitano della Roma, secondo Mazzone, deve capire una cosa: «Lui è l'immagine della Roma, c'è gente che non vede l'ora di intingere il pane nelle polemiche che lo riguardano: deve solo sopportare».
E sul caso interviene anche Arrigo Sacchi: «Ancora una volta si è messo in evidenza qualcosa di deteriore invece che valori tecnici, mi sa di spazzatura. Detto questo, Totti deve avere comportamenti diversi per il nome che ha. La fama ha i suoi vantaggi, ma anche i suoi obblighi».