Lezione di legalità alla scuola Dante Il prefetto incontra i piccoli alunni
VOGHERA.Rinviare l'educazione alla legalità, oggi, è un po' come rimandare l'apprendimento dell'Abc: capire la differenza tra giusto e sbagliato aiuta a crescere meglio. Con questo spirito il primo circolo didattico, diretto da Graziella Zelaschi, ha aperto le porte ieri mattina al prefetto Vincenzo Cosimo Macri. I bambini delle quinte elementari Dante l'hanno affrontato con la forza della semplicità, fino ad emozionarlo con domande intelligenti, da giovani cittadini informati. Tante le curiosità dei più piccoli: «Cosa farete per l'arrivo del Papa ad aprile?»; «Come fate a combattere gli incidenti stradali?»; «Dove s'impara a fare il prefetto?». Macri ha risposto ad ogni domanda e ne ha posta una: «Per voi cos'è la legalità?». Le risposte non si sono fatte attendere: «La legalità per me - ha detto un bambino in platea - è tutto ciò che è permesso dalla legge, cioè quello che puoi fare senza creare danno al prossimo». «La legalità è un insieme di buone azioni», ha rilanciato un'alunna della Dante. Nel corso della mattinata, nel quartier generale del primo circolo si è riflettuto anche su droga, violenza negli stadi e su altri temi agli onori delle cronache. L'incontro con il prefetto è stato organizzato nell'ambito dei percorsi di educazione alla cittadinanza programmati nel piano dell'offerta formativa. Macri ha accolto con favore l'invito e ha illustrato con un linguaggio semplice e chiaro il tema «Comunicare la legalità». E' emersa in tutta la sua vastità la dimensione culturale della legalità, che va costruita a partire dai bambini. «E' importante - ha spiegato Macri - imparare da subito ad essere cittadini, a portare la legalità dentro, non solo perché c'è la legge che punisce. La legalità è un impegno quotidiano e pertanto va coltivata nella scuola, nella famiglia e nei centri di aggregazione». Il prefetto ha insistito sul concetto del rispetto della legge come un percorso corale: «Se si è portatori di cultura di legalità si lotta ogni giorno per migliorare le cose, e anche i ragazzini possono fare molto: isolando i bulli e non assumendoli come modelli, rispettando i compagni, non aver paura di raccontare ai genitori a agli insegnanti ciò che vedono e sentono». Interiorizzare le regole, insomma, per superare da cittadini maturi le difficoltà della vita senza prevaricare la libertà degli altri.
Emanuele Bottiroli