Oscar, quest'anno vinceranno i «cattivi»
LOS ANGELES. Un sanguinario dittatore, uno spietato trafficante di diamanti, un insegnante drogato, un vecchio attore bavoso, un padre che fa dormire il figlio sui marciapiedi. Gli attori in lizza per l'Oscar, che sarà assegnato domani notte al Kodak Theatre, hanno dato vita ad una serie di personaggi poco raccomandabili che, forse proprio per questo, hanno conquistato il cuore della Academy. Favorito numero uno all'Oscar è Forest Whitaker per il suo ritratto del dittatore Idi Amin, ritenuto responsabile del massacro di centinaia di migliaia di persone (con accuse di cannibalismo e di sadiche torture).
Oltre a Forest Whitaker, anche Leonardo Di Caprio, in «Blood Diamond», mette da parte il lato più solare della sua personalità per ritrarre il gelido mercenario che diventa trafficante di diamanti. Di Caprio era in zona Oscar per una seconda interpretazione, quella di un poliziotto infiltrato nella mafia di Boston, nel film di Martin Scorsese «The Departed». L'attore Ryan Goslingsi è preparato al ruolo di un insegnante di storia che combatte con una devastante dipendenza dalla droga seguendo sul lavoro un professore di scuola media e incontrando diversi drogati. Peter O'Toolenon ha dovuto fare molta ricerca per entrare in sintonia col ruolo di un attore ormai giunto alle ultime battute della sua carriera e della sua vita. La passione, non platonica, per una ragazza di cui potrebbe essere il nonno restituisce gioia di vivere all'attore. E' una grande interpretazione che offre all'interprete di Lawrence d'Arabia la possibilità di vincere il suo primo Oscar. Nominato sette volte nella sua carriera, e mai premiato. Il personaggio più positivo è probabilmente quello interpretato da Will Smithnel film di Gabriele Muccino «The Pursuit of Happyness»: un padre intrappolato col figlio in una vita da barbone nella speranza di riuscire a sfondare un giorno nel mondo degli affari. La storia ha un lieto fine: ma per gran parte della pellicola Will Smith si comporta da padre snaturato, trascinando il figlio (interpretato dal suo vero figlio) in dormitori pubblici e rifugi di fortuna. Ma se i personaggi maschili degli Oscar non danno un buon esempio, anche quelli femminili non scherzano: una madre snaturata ( Kate Winslet), una gelida insegnante lesbica e dominatrice ( Judi Dench), una editrice di moda dal carattere impossibile ( Meryl Streep) e una Regina Elisabetta II indifferente alla morte della Principessa Diana ( Helen Mirren) sono i personaggi in lizza per la statuetta. L'unico carattere positivo è quello di Penelope Cruz, nel film «Volver» di Pedro Aldomovar.
Incertezza come non mai per la statuetta al migior film: nessuno dei cinque film candidati all'Oscar più prestigioso appare in posizione di vantaggio sugli altri o destinato a fare incetta di statuette in più categorie. La paradossalità della situazione è accentuata dal fatto che la pellicola che ha conquistato quest'anno più candidature (il musical Dreamgirls, con otto nomine) è stata clamorosamente esclusa dalla competizione per il miglior film. La situazione di incertezza ed equilibrio tra le cinque pellicole in lizza per il miglior film ( The Departed, The Queen, Babel, Letters from Iwo Jina e Little Miss Sunshine) ha influenzato le campagne pubblicitarie degli studios.
Diversi esperti pensano che questo possa essere l'anno della rivincita per Martin Scorsese, che dovrebbe vincere sicuramente l'Oscar per il miglior regista (candidato già cinque volte in passato finora è sempre stato sconfitto) ed ha buone possibilità di vedere trionfare «The Departed» come miglior. Nessuno potrebbe contestare una vittoria del sorprendente «Lettere da Iwo Jima» di Clint Eastwood. L'unica vera grande sorpresa sarebbe la vittoria dell'Oscar da parte di Little Miss Sunshine: un film fatto con due soldi sarebbe veramente una lezione per Hollywood.