«La nostra scuola perde i pezzi»
STRADELLA. «Più fatti e meno parole». Non uno slogan, ma un monito indirizzato all'Amministrazione Provinciale di Pavia, a conclusione del documento affisso all'esterno della scuola per spiegare i motivi dello sciopero. Fuori dalle classi per problemi alla struttura.
Un ennesimo sollecito per l'amministrazione provinciale, cui compete l'onere di questa scuola. Ma c'è di più ovvero l'esplicito impegno a richiamare anche gli stessi studenti ad un maggior impegno nel rispetto del bene comune. Quasi un'ammissione di scarsa responsabilità che, assieme all'usura del tempo, avrebbe portato ad una situazione non più tollerabile. Un'astensione dalle lezioni di massa quella programmata e indetta per tutta la giornata di ieri, dai rappresentanti del consiglio d'istituto e dal comitato studentesco dell'Istituto Scolastico superiore 'Faravelli" di Stradella. Una decisione maturata dopo che, a loro dire, diversi solleciti di manutenzione dell'istituto scolastico stradellino erano caduti nel vuoto. Ieri mattina, la scuola è rimasta praticamente deserta, appesi alla cancellata due documenti sottoscritti dai promotori della protesta e il cartello: 'Sciopero". Secondo la denuncia degli studenti, mancherebbe addirittura la manutenzione spicciola, per non parlare di evidenti problemi strutturali. «Scioperiamo contro l'amministrazione Provinciale di Pavia, perché dopo numerose richieste di intervento continua ad ignorare la riparazione di bagni, porte, banchi, sedie, finestre rotte e senza maniglie, tapparelle e termosifoni spenti da anni o che perdono acqua, ma soprattutto preoccupa - spiegano i rappresentanti degli studenti - la porta d'accesso alla palestra: si sta ormai scardinando lasciando cadere pezzi di intonaco ad ogni passaggio». Ma le problematiche non si limitano alla struttura in generale, bensi coinvolgono anche la dotazione dei laboratori dei corsi Ipsia, ancora ubicati nella vecchia sede di Via Marconi di proprietà del Comune di Stradella, ma in attesa di essere trasferiti. «I laboratori di meccanica e informatica, spiegano i ragazzi, sono in condizioni disastrose, sia come struttura che per dotazione: docenti e studenti rischiano adirittura di farsi del male utilizzando torni ormai vecchi e logori dall'usura». Eppure, da quando il 'Faravelli" ha accorpato i corsi Ipsia e Iti, l'amministrazione provinciale aveva individuato un'area adiacente al plesso scolastico esistente e assunto l'impegno di costruire nuovi locali da adibire a laboratorio. Il comune di Stradella, a sua volta si è detto disposto ad approvare tutto l'iter burocratico necessario, ma i nuovi laboratori sino ad ora sono rimasti sulla carta. Facile immaginare che tutto sia riconducibile alle solite difficoltà economiche ma, a questo punto, pare proprio che la situazione sia oltre il limite della criticità. Gli studenti reclamano che «si intervenga almeno per le cose essenziali».
Pierangela Ravizza