Arrivano i pass a pagamento

PAVIA. I pavesi probabilmente dovranno pagare la pratica per il pass che consenta loro di parcheggiare. E' uno degli aspetti dei quali si discuterà, stamattina, nella riunione di giunta. L'esecutivo si riunirà anche per fare il punto su quanti permessi ne siano stati concessi e, soprattutto, a chi. Il caso dei pass intestati a persone defunte o non più residenti nel Comune di Pavia è una delle priorità a breve scadenza dell'amministrazione. Il vice sindaco Filippi, in assenza di Piera Capitelli, assicura che verrà condotta una verifica approfondita per eliminare eventuali abusi.
I dati sul numero complessivo di permessi di sosta non sono ancora certi. Una prima stima parlava di 12.000 pass, che significherebbe un pass ogni cinque abitanti, calcolando anche neonati e centenari. L'assessore Portolan, però, dice che il numero di quelli effettivamente utilizzati è inferiore di parecchie migliaia. In verità, più del numero complessivo ha destato scalpore il fatto che un migliaio di permessi risulti intestato a persone che non ne hanno più diritto: seicento perchè decedute e quattrocento perchè non più residenti nel Comune di Pavia. «Ma la cifra di mille pass - puntualizza l'assessore alla mobilità - non è saltata fuori nel giro di una settimana. E' il risultato di controlli protratti nel tempo. E l'ultima verifica di una certa sostanza risale al giugno dello scorso anno». Portolan, però, si dice «non interessato al passato, quanto al futuro». «Quello che mi preme - conclude - è avere un sistema efficiente, che consenta di dare risposte ai cittadini, magari attraverso il web, in modo da evitare file agli sportelli e di contabilizzare permessi concessi e restituiti in tempo reale». In attesa di un sistema che possa fugare ogni dubbio, la questione dei pass verrà dibattuta, questa mattina, nel corso della riunione di giunta. Anche perchè la materia è complessa e l'esistenza di un numero insolitamente alto di permessi rilasciati a disabili è un dato concreto. Il summit di questa mattina, però, consentirà di trattare anche un altro argomento, cioè il costo dei permessi. Sino ad ora i residenti pagavano il costo della marca da bollo da applicare alla pratica. Un'imposta sugli atti amministrativi che finisce direttamente nelle casse dello Stato, mentre il Comune istruiva la pratica ed emetteva il pass a titolo gratuito. «Si tratta di quantificare il costo della pratica - anticipa il vice sindaco Filippi - e decidere se sia possibile continuare sulla strada della gratuità o se si renda necessario far pagare il costo dell'istruzione». Un provvedimento che va nello stesso senso del probabile aumento dell'addizionale Irpef.
L'ultimo aspetto della vicenda coinvolge i commercianti. E Ascom, ieri, è intervenuta con un comunicato: «Ascom si rende conto che il problema dei pass in centro storico a Pavia esiste ed è sotto la lente di ingrandimento. Non diamo, però, ai commercianti la responsabilità di tutto, in particolare di ogni problema. Teniamo a precisare che i commercianti, in quanto tali, non possiedono pass se non i cosiddetti 'permessi economici" acquistati in pacchetti annuali e riservati alle sole categorie di operatori, che sono obbligati a servirsene per la consegna a domicilio dei prodotti al di fuori degli orari di carico e scarico». Ascom conclude dicendosi pronta a ragionare sulla possibilità di rivedere le regole.