Iran, proteste davanti alle ambasciate Ue

TEHERAN.Circa 300 Basiji, volontari delle milizie islamiche iraniane, hanno sfilato davanti alle ambasciate di Italia, Francia e Gran Bretagna e alla nunziatura apostolica a Teheran a sostegno del programma nucleare del Paese e per protestare contro quelli che hanno definito gli «insulti all'Islam» e i tentativi di «dividere i musulmani». Le iniziative, che si sono svolte pacificamente, erano state indette all'indomani della scadenza di un nuovo ultimatum dell'Onu per la sospensione dell'arricchimento dell'uranio, ignorato dalla Repubblica islamica, e nel primo anniversario della distruzione del santuario sciita di Samarra, in Iraq, che ha dato inizio alla fase peggiore delle violenze tra sciiti e sunniti in quel Paese. I manifestanti hanno scandito più volte gli slogan di «Morte all'America», «Morte a Israele» e «Morte all'Inghilterra». Ma niente del genere è stato gridato contro l'Italia, la Francia e Vaticano. Invece, quando i Basiji si sono fermati davanti all'ambasciata italiana, hanno intonato il coro di «Italia, vergognati, lascia perdere la risoluzione». Il testo approvato dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ha chiesto all'Iran di sospendere l'arricchimento e ha introdotto sanzioni che prevedono il divieto di importazione di tecnologia nucleare e missilistica. Tra i manifestanti, diversi indossavano il sudario bianco, simbolo della volontà di immolarsi per la causa. Fra le bandiere nere, a lutto per la distruzione di Samarra, ne sventolava anche qualcuna dell'Hezbollah.