Si fa arrestare per cambiare vita
VOGHERA. Quel passato burrascoso, fatto di clandestinità, di una vita ai limiti, pesava come un macigno, impedendole di assaporare fino in fondo la serenità ritrovata grazie all'incontro con un uomo che la ama, e alla nascita di un figlio. Cosi, alla fine, Brunilda Bendai, trentenne originaria dell'Albania, ha bussato alla caserma dei carabinieri di Voghera per raccontare la sua storia e saldare i conti aperti con la giustizia italiana. Accanto a lei c'era il suo compagno, la persona che ha cambiato le sue prospettive e insieme alla quale ha deciso che era giunta l'ora di voltare pagina.
Ad occuparsi del caso è stato personalmente il capitano Nicola Melidonis, comandante della compagnia carabinieri di Voghera. «Ho parlato con quella donna, ho percepito la sua grande determinazione a dare una svolta alla propria vita e, nello stesso tempo, la consapevolezza degli errori commessi e della necessità di espiarli». Brunilda, dopo l'accertamento dell'identità e le altre formalità di rito, è stata accompagnata al carcere femminile del Piccolini a Vigevano. Deve scontare la condanna definitiva a quattro anni e sei mesi di reclusione, ma con i benefici dell'indulto potrebbe tornare in libertà già entro la fine del 2008. Fuori, l'attendono il suo compagno e il figlio, un bel bimbo.
La travagliata storia di Brunilda comincia quattro anni fa, con lo sbarco in Italia. La donna fa parte dell'esercito di disperati che quasi ogni giorno affronta il tragitto in mare, attraverso l'Adriatico, e in balia di scafisti senza scrupoli, per inseguire il sogno di una vita migliore. Ma presto anche lei si accorge che la realtà non è quella tutta lustrini e cotillon delle pubblicità televisive, che guadagnarsi il pane è un affare duro anche dall'altra parte dell'Adriatico. Finisce in giri sbagliati, la sua precaria esistenza da clandestina si trascina fra un reato e l'altro: immigrazione clandestina, sequestro di persona e cosi via. Accuse pesanti, alle quali seguono presto le condanne, Brunilda accumula quattro anni e mezzo di pena da scontare, e quel conto in sospeso con il tribunale di Brindisi la accompagna, come un fantasma, nel suo spostamento, da latitante ricercata, verso il Nord. Qui fa l'incontro che le cambia la vita. l'amore che sboccia, la gioia di un figlio. E a Voghera l'ex clandestina Brunilda inizia il suo cammino di redenzione.