«Più infrastrutture per il Nord»
VIGEVANO.La Finanziaria vista dal centrosinistra. Venerdi sera, nella sede del Csa (Centro sociale anziani) di via Sacchetti, in una serata organizzata dai Ds e Ulivo, il senatore diessino Enrico Morando, presidente della commissione Bilancio del Senato, ha partecipato ad una intervista pubblica sul tema della Finanziaria 2007, condotta da Sandro Repossi, caposervizio della redazione vigevanese della Provincia pavese, e da Mario Pacali, direttore dell' Informatore vigevanese.
Una serata cui il senatore è approdato dopo gli incontri nel pomeriggio con le rappresentanze dell'economia cittadina, tra cui Unioni degli industriali, degli artigiani, e le associazioni sindacali. «Vigevano è una città rappresentativa - dichiara Morando - della realtà economica italiana, che offre potenzialità di crescita sotto il profilo economico, grande tradizione, ma poca capacità di fare sistema. Questo perché negli ultimi cinque anni la politica non ha orientato le sue scelte verso il rilancio dell'economia. C'è invece bisogno di organizzare una reazione positiva». Una riqualificazione strutturale presuppone innanzitutto l'esigenza di riorganizzare l'ambiente in cui l'economia opera, anche dal punto di vista dei trasporti. «Sulla base di un accordo già fatto tra governo e Regione, in Lombardia si costituirà una società fatta da Anas e Regione che diventerà per legge soggetto concedente per interventi di infrastrutture e mobilità, con un miliardo e 250 milioni di euro». Nella serata sono stati tanti i temi discussi. Tra questi anche il patto di stabilità basato sul rapporto di equilibrio tra entrate e uscite, la questione della scelta che i lavoratori recentemente si sono trovati a fare, ovvero quella di scegliere la destinazione del proprio Tfr, e «l'importanza di creare un ammortizzatore sociale universale per ragioni di giustizia sociale e di efficacia economica». Dopo l'esame della Finanziaria, il cammino del centrosinistra sembra indirizzato verso l'istituzione del Partito Democratico. «Siamo arrivati al punto di una scelta definita e credo che sarà orientata nella maniera giusta». Il governo ha bisogno anche del sostegno politico del Nord. «La questione mobilità in Lombardia è decisiva. Se il quinquennio sarà quello in cui si affronterà questo problema, sono convinto che molta gente cambierà idea». Preoccupante il ritorno delle Br per cui «occore un'attenta riflessione».
Ilaria Cavalletto