Dallapè, la fisarmonica si trasforma in business
VOGHERA.Non solo fornaci. Già nei primi decenni del Novecento, l'industria vogherese nel suo complesso dimostra un notevole dinamismo, che si accentua dopo la metà degli anni Venti. Rilevante - segnalano gli «Annali di storia pavese» - la crescita del settore meccanico (Officina ferroviaria, Merli, Fausto Arona, Balduzzi e Rovida), di quello alimentare (Sa Italiana Marmellate e Conserve alimentari, poi Ligure-Lombarda), dei comparti tessile e dell'abbigliamento (Cappellificio Berti, Cotonificio Bustese, ex Bertollo, Snia Viscosa). A queste realtà, bisogna aggiungere la Balma Capoduri e la Cereria Lux. Un'industria che ha avuto la forza anche di sostenere lo sforzo bellico durante la Grande Guerra e che si è sviluppata per effetto di iniziative imprenditoriali «che affondano le radici tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento».
A Stradella, in quel periodo, è attiva la fabbrica di fisarmoniche di Mariano Dallapè, che dagli esordi della bottega artigiana impiantata nel 1876, con risultati subito brillanti, arriverà ad occupare mezzo secolo più tardi ben trecento addetti, quasi la metà della manodopera impiegata nelle fabbriche di fisarmonica locali. Un esempio significativo di successo industriale, ma non l'unico ad attestare la vivacità produttiva della zona.