Martha Graham, inno alla danza moderna
PAVIA. 'Martha Graham Dance Company", la più prestigiosa formazione americana di 'modern dance", celebra i suoi 80 anni di vita portando in scena uno spettacolo sul tema dell'amore e dell'impegno civile. Anche al Fraschini, questa sera, la compagnia presenterà quattro coreografie di Martha Graham ricostruite appositamente per per l'anniversario del gruppo da lei fondato e che hanno scritto una pagina fondamentale della storia della 'modern dance", raccontando come la danza scaturisca dallo stesso pulsare della vita e fondendo in maniera totale il corpo umano e la grande musica con costumi preziosi, luci efficaci e splendide scenografie, lontanissime dai clichè del balletto classico.
Da qualsiasi punto si guardi la danza contemporanea, non si può non inciampare nel suo nome per certi versi ingombrante: Martha Graham, capostipite di tutti quei coreografi che popolano l'articolato universo del modern. Innovatrice di elevatissima classe, artista dal segno marcatissimo in completa rottura con i rigidi e algidi stilemi classici, ha creato un nuovo linguaggio basato sul principio della 'contraction and release", che mostra il respiro del corpo, la forma del corpo senza respiro (contrazione) e con respiro (rilassamento). Ha scoperto il modo di trovare un equilibrio sulle ginocchia piegate con il corpo proiettato all'indietro. Ha inventato la conquista dello spazio attraverso la tensione e l'armonia del movimento in una dinamica di sospensioni, cadute al suolo e rinascite da terra, mettendo questa tecnica al servizio di un'espressione drammatica estranea alle favole romantiche che nasce dal di dentro dell'uomo. Partita dalle tradizioni del suo Paese, dalla fede e dalla frontiera, la Graham è arrivata a costruire un mondo artistico in cui c'erano la storia e il mito, la cultura dell'antico ed il tempo presente, con al centro figure eroiche di donne, tragiche o mistiche, peccatrici o vergini, spesso tormentate da riti puritani o da monacali astinenze, esaltate in ogni dimensione fisica e psicologica. Assorbita completamente nella tragedia e nella commedia umana, la Graham ha dato consistenza alle emozioni con uno sguardo freudiano in capolavori coreografici come 'Errand into the Maze" (1947), che propone il netto contrasto tra i fremiti e le contrazioni di paura e furore di un'arcana figura femminile in abito lungo, Arianna, e un animalesco atleta con le corna, Minotauro, che sobbalza nello spazio a piè pari nel turgore della musica di Giancarlo Menotti. Più astratto e rilassato, il lirico 'Diversion of Angels" (1948) è un poema che evoca i paradossi dell'amore, gioie e sue tristezze.