Moelgg, che impresa
AARE (Sve). Tutti si aspettavano Giorgio Rocca nello slalom mondiale di Aare. Ma mentre il carabiniere di Livigno è saltato nella prima manche come un anno fa alle Olimpiadi, ci pensa l'altoatesino Manfred Moelgg, carattere d'acciaio, a conquistare un favoloso argento alle spalle dell'austriaco Mario Matt. Moelgg, in mattinata ancora afflitto dal mal di schiena, dopo un massaggio provvidenziale è andato in gara. Perchè a un mondiale non si può mai rinunciare. Evidentemente l'atteggiamento giusto che ha pagato come aveva fatto martedi scorso quello di Denise Karbon, inattesa medaglia di bronzo nel gigante donne. Mario Matt, invece, festeggia l'oro ben sei anni dopo quello che conquistò ai mondiali di St. Anton, tra i suoi monti dell'Arlberg.
Matt nel frattempo si era perso, con una spalla fratturata a più riprese e con vari interventi chirurgici, prima di per risorgere nella parte finale di questa stagione mondiale di Aare. L'Austria, grazie a lui, ha finalmente una medaglia d'oro uomini in questo mondiale. Il bronzo, invece, è andato a sorpresa al francese Jean Baptiste Grange che ha lasciato fuori dal podio niente meno che Benjamin Raich, il più deluso da questo slalom mondiale. Moelgg, pettorale 15, Manfred Moelgg dopo la caduta di Rocca aveva fatto tirare un sospiro di sollievo e portato un filo di speranza piazzandosi in 6ª posizione. La neve intanto aveva fatto fuori campionissimi come Byggmark, Miller, Berthod e Albrecht. Nella seconda manche, tracciata dall'allenatore azzurro Claudio Ravetto, Moelgg ha fatto il suo capolavoro, secondo tempo di manche e battuto solo dal marziano Matt. Manfred ha attaccato allo spasimo cercando però di stare comunque il più possibile leggero sulla neve di Aare. E ce l'ha fatta rimontando quattro posizioni e lasciandosi alle spalle i vari Raich, Pranger e Grange.
Per l'Italia la terza medaglia di questi mondiali dopo l'oro in supergigante di Patrick Staudacher e il bronzo di Denise Karbon in gigante.
Il complimento più bello per Manfred Moelgg arriva dal ct Flavio Roda: «Manfred è stato bravissimo. Ha fatto molto ma molto di più di quanto si potesse chiedere a qualsiasi atleta, soprattutto nelle sue condizioni, con il mal di schiena che lo sta tormentando da molto tempo».
E Manfred, fresca medaglia d'argento, non sta nella pelle. «In mattinata avevo molto male alla schiena. Ma ho fatto bene ad insistere. Era un'occasione troppo importante. Questo argento mi ripaga di ogni sofferenza», racconta Manfred. «Mi sono concentrato, sapevo che la forma c'era e sapevo soprattutto - dice ancora il 25enne atleta delle Fiamme Gialle-- che nella seconda manche ci sarebbe stata la tracciatura del nostro allenatore Claudio Ravetto, un fatto che mi ha favorito. Il podio non me l'aspettavo ma forse proprio questo è stata la mia vera forza perchè ho disputato una seconda manche fantastica. Quando sono arrivato in fondo ho capito subito di aver fatto qualche cosa di grande. Voglio ringraziare tutti i nostri tecnici, è stato fantastico. Ringrazio i dottori, gli skimen e gli allenatori. Un grazie a tutti perchè questa medaglia è anche un pò loro», conclude Manfred subito abbracciato dalla sorella Manuela, anche lei azzurra. Ora per Moelgg, prima che la Coppa del Mondo riparta ci saranno i festeggiamenti nel suo paese di S. Vigilio di Marebbe, terra ladina dell' Alto Adige.