Sbagliato il sistema del merito per l'ammissione

Caro direttore,
ho appezzato che quest'anno il suo giornale ha dato maggior rilievo alla scelta operata dal liceo scientifico Taramelli per contenere il numero degli iscritti. Noto che vengono riportati i fatti come realmente sono: può accedere al suddetto liceo soltanto chi ha un giudizio finale di «distinto» oppure «ottimo» dalla scuola media di provenienza ed un consiglio orientativo adeguato.
Ora che tutti sono a conoscenza, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa la gente, cosa dicono i sindacati, il mondo della scuola, i politici, ma soprattutto il sindaco che ha vissuto per tanti anni a stretto contatto con i problemi scolastici.
Io sono fortemente contraria alla selezione meritocratica come criterio di ammissione ad un liceo e, già l'anno scorso ha inviato una lettera a riguardo ai sindacati, al provveditore, alla scuola interessata, all'Amministrazione provinciale ed al suo giornale che mi diede la possibilità di esprimermi. La cosa che mi lasciò di stucco fu che nessuno si pronunciò, che nessuno ebbe la capacità di indignarsi, che la città di Pavia non fu capace di compiere una riflessione, di aprire un dibattito, di porsi il problema se fosse giusto oppure no.
Quest'anno io non sono direttamente interessata al problema, ma, come cittadina ed insegnante non posso rimanere indifferente e pongo a tutti le seguenti domande.
Siete d'accordo con le scelte del Taramelli?
Pensate che il giudizio dato da scuole medie differenti sia omogeneo e possa garantire l'equità di un criterio?
E' data facoltà alla famiglia di operare una scelta al di là del consiglio orientativo della scuola media?
Non è forse giusto che i residenti della Provincia di Pavia abbiano diritto a frequentare le scuole che la nostra Amministrazione provinciale gestisce in termini amministrativi e finanziari?
Non sarebbe il caso di rivedere le scelte relative alla politica scolastica provinciale considerando l'alta percentuale di alunni provenienti da altre province?
E' proprio necessaria una selezione quando il liceo in questione ha optato più volte in passato per una sede staccata?
Avete mai pensato cosa potrebbe succedere se, per contenere la corsa ai licei, anche lo Stato adottasse la stessa politica di selezione meritocratica? Forse in questo caso qualcuno avrebbe qualcosa da dire.
Nemmeno l'accesso all'Università viene precluso in base al giudizio dato dalla scuola superiore di provenienza, può quindi, in termini di correttezza deontologica, farlo un liceo?
E' aperto un grosso dibattito sul numero chiuso all'Università... ed al liceo la cosa passa inosservata?
E' già il secondo anno che si procede in questa direzione, e nessuno si pone il problema delle ripercussioni sulle altre scuole a livello cittadino.
E' giusto che si crei un liceo dei «distinti» e degli «ottimi»?
Se accettiamo il liceo dei «migliori» potremmo essere portati a pensare che esista un liceo dei «peggiori» discreditando automaticamente altre scuole superiori quando invece sono istituti di tutto rispetto.
Invito caldamente le persone a riflettere, a domandarsi quale sia la reale offerta formativa data dalle singole scuole, quale sia il loro stile, la loro politica, se varamente vengono proposti percorsi di reale formazione, di valorizzazione delle possibilità dei ragazzi e con la parola «percorso» sottolineo i concetti di accoglienza, di crescita e di raggiungimento di obiettivi finali e non una preclusione a priori.
E' chiaro che se qualche studente non riuscirà a stare al passo potrà essere orientato diversamente, ma prima diamogli la possibilità di provare!
Un genitore