Sme, processo d'appello per Berlusconi
ROMA. Dopo la sentenza di incostituzionalità della legge Pecorella, Silvio Berlusconi dovrà affrontare il processo d'appello per corruzione nell'ambito della vicenda Sme. A deciderlo è stata la sesta sezione penale della Cassazione che ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello di Milano, annullando «senza rinvio» la precedente ordinanza dei giudici di secondo grado.
In quell'ordinanza giudici avevano respinto, in virtù della legge Pecorella, l'appello della procura contro la sentenza di primo grado. «Vogliono buttar via i soldi dei contribuenti - ha commentato Berlusconi - finirà in prescrizione». A riaprire la strada di un possibile processo è stata la Corte Costituzionale che il 24 gennaio scorso ha bocciato la legge Pecorella nella parte in cui vietava l'appello del pm contro le sentenze di proscioglimento. Dal processo di primo grado (relativo alla presunta corruzione di magistrati nella contesa legale con la Cir per l'acquisizione del gruppo agroalimentare pubblico Sme dall'Iri), l'ex premier era uscito il 10 dicembre 2004 con un'assoluzione e una prescrizione: assolto dall'accusa di aver «aggiustato» la sentenza civile Sme e prosciolto per prescrizione, grazie alla concessione delle attenuanti generiche, per il cosiddetto bonifico «Orologio», ossia i 434 mila dollari passati, secondo gli inquirenti, da un conto della Fininvest, attraverso Cesare Previti, all'ex capo dei gip di Roma Renato Squillante. Dopo il varo, il 12 gennaio 2006, della legge Pecorella, la Corte d'Appello di Milano aveva il 26 aprile dello stesso anno dichiarato inammissibili gli appelli contro la prescrizione proposti dalla Procura. Ora dopo la sentenza della Consulta, la Cassazione ha invece deciso che i giudici di merito si dovranno occupare nuovamente della concessione delle attenuanti a Berlusconi che hanno portato alla dichiarazione di prescrizione per l'accusa di corruzione. La Corte ha quindi dichiarato inamissibili i ricorsi del Procuratore della repubblica e dal Procuratore generale di Milano, cosi come quello della difesa sull'ammissione della costituzione delle parti civili. Ed è stata dichiarata «non rilevante in questa sede» la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 593 del codice di procedura penale (là dove non consente all'imputato di proporre appello in caso di proscioglimento per prescrizione a seguito di concessione delle attenuanti) sollevata dalla difesa. Il nuovo processo d'appello si baserà quindi sui ricorsi di pm e difesa e va ad aggiungersi a quello, l'unico dichiarato ammissibile nell'aprile 2006, della parte civile Cir la cui prossima udienza è fissata per il 22 febbraio. E potrebbe anche concludersi con una condanna: la prescrizione, infatti, è legata esclusivamente alle attenuanti generiche riconosciute in primo grado, che potrebbero non essere concesse dai giudici d'appello. La notizia non ha però sorpreso Berlusconi: «Si risolverà tutto con un nulla di fatto - ha detto - sono accuse assolutamente infondate e si vogliono buttare via i soldi dei contribuenti. Quello sulla Sme è un processo finito, in cui è ormai chiaro che non esistono altro che meriti da parte mia, e la decisione della Cassazione è ininfluente. Finirà in prescrizione». (m.v.)