Vietate le irrorazioni aeree sui vigneti


CASTEGGIO. La prossima primavera non vedremo più gli elicotteri sorvolare a bassa quota i vigneti e spargere gli anticrittogamici. La Cavalleria dell'aria, al centro di feroci polemiche, per gli spiacevoli effetti collaterali provocati dallo spargimento di sostanze chimiche nocive se inalate dall'uomo, è stata appiedata dalla commissione prodotti fitosanitari del ministero della Sanità.
Il provvedimento verrà pubblicato entro pochi giorni sulla Gazzetta ufficiale. «Non sono previste deroghe di alcun tipo - spiega Guido Gardumi, responsabile del servizio di Igiene e sanità pubblica dell'Asl - se non per la sperimentazione di nuovi prodotti chimici in vista della loro immissione in commercio, o per situazioni di emergenza. L'uso del mezzo aereo è consentito solo per le irrorazioni con bacillo Turgensis, cioè per le disinfestazioni anti-zanzare. Ma per i trattamenti dei vigneti il divieto è assoluto».
Un fulmine a ciel sereno, come lo definisce lo stesso Gardumi, che appare destinato a scuotere il mondo vitivinicolo. «Per i produttori lo stop alle irrorazioni aeree è un colpo durissimo - avverte Vittorio Ruffinazzi, presidente del Consorzio di tutela e della Cantina sociale di Casteggio - Sono molte le zone vocate situate in punti particolarmente scoscesi che si possono raggiungere per i trattamenti soltanto con l'utilizzo dell'elicottero. Non so, a questo punto, come ci si potrà e ci si dovrà regolare in futuro». La mazzata è ancora più forte poichè nell'ambiente nessuno si attendeva una svolta cosi netta e radicale. Neppure all'Asl, che aveva già scritto ai sindaci e agli eliconsorzi per avvertirli che sarebbe toccato proprio all'Azienda sanitaria rilasciare le autorizzazioni. Con la nuova normativa, toccherà invece alla Regione e alla Provincia valutare le eventuali richieste di deroga, tenendo però conto dei limiti strettissimi entro cui sarà consentito muoversi. «A prescindere da ogni valutazione - chiarisce Gardumi - non bisogna dimenticare il fatto che la nostra provincia era una delle ultime zone a fare ancora un largo impiego dei trattamenti fitosanitari per via aerea. In altre zone, come in Trentino, da tempo sono state sostituite da altri metodi». Se agita e preoccupa i produttori vitivinicoli, lo stop ministeriale soddisfa chi si è battuto per fermare a terra gli elicotteri, nel nome della tutela ambientale. In prima linea, negli ultimi anni, il comitato «Torricellattiva», sorto nel 2005. «La verità - sottolinea il portavoce, Luca Murrocu - è che buone normative in materia già esistono. C'è, ad esempio, il regolamento regionale d'igiene che è perfetto. Ma il problema è che nessuno lo ho mai rispettato. Basti pensare che prescrive una distanza di sicurezza dai punti sensibili, come le strade, di 150 metri».

Roberto Lodigiani