Petrucci zittisce i contestatori

ROMA. Zitti per un giorno, perchè «quelli deputati a parlare, cioè governo, Coni e Figc, lo hanno già fatto». Gianni Petrucci chiede, o sarebbe meglio dire esige, un fioretto laico dal mondo del calcio, che nel giorno del ritorno in campo della serie A dopo lo stop decretato per i fatti tragici di Catania, continua a mostrare certe insofferenze alle decisioni prese dal governo in sintonia con Coni e Figc. «Ora ognuno ha la sua strategia - continua Petrucci - ma la realtà è che chi doveva decidere ha intrapreso questa strada e la persegue, al di là di tutte le dichiarazioni che si sentono». Una maniera elegante per bacchettare a distanza anche chi come il tecnico dell'Inter, Roberto Mancini, ha aspramente criticato il provvedimento degli stadi a porte chiuse. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il commissario della Figc, Luca Pancalli: «Assistere alle gare a porte chiuse non è certo bello, ma la gente perbene ha capito che stiamo agendo per il bene di tutti».
Il capo dello sport italiano il messaggio lo manda chiaro e diretto: «Se tutte le componenti del calcio facessero un fioretto di stare zitti per un giorno, sarebbe un bene». Insomma, la strada da seguire è quella già intrapresa, prima con lo stop per una domenica di tutto il calcio, poi con il decreto legge per far fronte nell'immediato all'emergenza violenza, con i suoi tondelli e i biglietti numerati. E quando vede gruppi di tifosi durante Roma-Parma contestare anche il minuto di silenzio per l'ispettore di polizia ucciso a Catania il presidente del Coni non esita a usare parole dure. «E' stato un episodio grave - ha detto Petrucci - ma bisogna guardare la parte buona dello stadio, che ha sommerso di fischi questi imbecilli che vogliono far sapere che esistono».
Anche il commissario della Figc, Luca Pancalli, vuole guardare allo spicchio sano del tifo. «Domenica è stata una giornata con luci e ombre, e le ombre sono arrivate dall'Olimpico, ma non ricordiamo solo i fischi: dovremmo tutti cominciare a segnalare le cose positive. Non potevamo aspettarci che alla prima giornata fosse tutto cambiato, ma ne usciremo con la responsabilità di tutti». Parole che fanno pensare più a quel che ancora resta da fare piuttosto che a quello che è stato fatto finora.
Pancalli è convinto che la strada intrapresa porterà alla media distanza a risultati concreti e stigmatizza quanto detto da Mancini: «E' sbagliato finirla qui. Ho apprezzato le parole di Spalletti. Non dobbiamo cedere ora ai violenti. Il dialogo? Bisogna meritarselo, in questo momento l'ho visto solo in alcune realtà».
Anche Gianfranco Zola, ambasciatore del pallone made in Italy, commenta i fischi dell'Olimpico suggerendo di ignorare «una minoranza che vuole solo essere riconosciuta - commenta l'ex calciatore - . Ignorandoli si fa meglio». E gli si fa un dispetto.
Il messaggio dei vertici dello sport è chiaro: dai provvedimenti presi non si torna indietro, e tutti sono pregati di fare silenzio.