Domenico, voglia di arbitrare


BELGIOIOSO.Alla fine della partita degli juniores regionali, alla fine di Binasco-San Genesio, Domenico Minichino se l'è vista brutta. Sabato scorso, nel pomeriggio, ai bordi del campo di calcio. Un gruppetto di cinque o sei ragazzi, con cappuccio e sciarpa sul volto, lo ha aggredito, mentre saliva sulla macchina del cugino. Sono volati pugni e schiaffi in faccia. Momenti di ordinaria idiozia, di violenza imbecille contro l'arbitro diciottenne, «colpevole» di aver espulso due giocatori della squadra di casa. Oggi Domenico sta bene, l'episodio non ha lasciato conseguenze, per fortuna. E chi pensa che il ragazzo di Belgioioso si farà scoraggiare da cinque teppisti, si sbaglia. Tra dieci giorni tornerà infatti a usare il fischietto. Farà come gli ha suggerito Pierluigi Collina, per telefono. Domenico che pensa ora di denunciare i suoi ignoti aggressori.
Domenico, prima di tutto, parliamo dei fatti. Sabato pomeriggio, Binasco-San Genesio 1-4. Cosa le è successo a fine partita?
«Dopo essermi cambiato, sono uscito dallo spogliatoio e sono andato verso la macchina di mio cugino, che mi aspettava. Li è successo il fatto. Sono sbucati, non so da dove, cinque o sei ragazzi, con il volto coperto e il cappuccio in testa. Hanno cominciato con gli insulti, pesantissimi, contro di me e la mia famiglia. Poi mi hanno aggredito, mentre salivo in macchina. Ho tentato di chiudere subito la portiera, ma non ci sono riuscito, perché uno l'ha bloccata. C'è stata grande confusione. Sono volati pugni e schiaffi. Uno mi ha colpito in faccia».
E poi?
«Poi sono intervenuti alcuni dirigenti della squadra ospite, e gli aggressori se ne sono andati».
Ricorda qualcosa di loro? Saprebbe riconoscerli?
«Avevano il volto completamente coperto. Mi parevano molto giovani, quasi della mia età, diciotto anni. Spero che tra loro non ci fosse nessun minorenne, sarebbe ancora più triste».
Durante la gara, ha avuto la sensazione che ci fosse tensione, che potesse accadere quello che è successo?
«Il primo tempo è passato senza problemi. Nel secondo ho capito che si stava creando un po' di tensione. Il Binasco, la squadra di casa, ha avuto due espulsioni. Dal momento in cui ho espulso il primo giocatore, dagli spalti sono cominciati gli insulti pesanti contro di me. Da parte delle famiglie, soprattutto».
Ma si aspettava che si potesse passare dalle parole ai fatti?
«Questo non saprei. E comunque, devo dire che gli insulti sono normali, da tutte le parti. E' triste, ma è cosi. Ho iniziato ad arbitrare da due anni, e ormai ci sono abituato. Quando poi si arbitrano le squadre giovanili, il più delle volte sono i genitori dei ragazzi quelli che insultano di più».
A fine partita, quando tutto è finito, ha pensato di smettere, di lasciar perdere tutto?
«No, nemmeno per un istante. Nemmeno nei secondi successivi all'aggressione. Non ho intenzione di farmi scoraggiare. Fare l'arbitro è una grande passione. E tra dieci giorni tornerò in campo».
Ha ricevuto manifestazioni di solidarietà?
«Mi ha chiamato il presidente Gussoni. E sono stato molto felice della telefonata di Pierluigi Collina».
Che cosa le ha detto?
«Di non mollare. Mi ha detto di andare avanti e di non aver paura, di continuare a seguire la mia passione. Ma al di là delle belle parole, è stato il gesto della sua chiamata che mi ha molto incoraggiato».
Perché ha deciso di fare l'arbitro?
«La decisione è nata soprattutto dal mio amore per il gioco del calcio. E poi, questa è una passione di famiglia. Ho uno zio che arbitra già da quindici anni».
Con che spirito adesso tornerà ad arbitrare?
«Tornerò con serenità, anche se forse con un po' più di diffidenza. Mi farò accompagnare alle partite, e se ci sarà bisogno chiamerò le Forze dell'Ordine».
Pensa che episodi come questo possano scoraggiare i giovani a intraprendere la carriera di arbitro?
«Temo di si. Ormai gli arbitri sono pochi, c'è chi deve arbitrare anche due o tre volte alla settimana. Purtroppo oggi l'insulto all'arbitro è parte di una certa mentalità. E questo andrebbe cambiato nella gente».
Vuole dire qualcosa ai ragazzi che l'hanno aggredita?
«No, nessun commento. Ma credo che farò denuncia contro ignoti».

Davide Galli