Case al posto dei capannoni

SAN GENESIO.Non più capannoni, ma case. Una variante al Prg trasforma un'area artigianale in residenziale. Sette lotti di terreno per sette privati che potranno realizzare ville mono-bi-trifamiliari, ma anche palazzine alte dieci metri.
E' durata oltre due anni la trattativa con l'amministrazione comunale, alla fine però il gruppo è riuscito a mettersi d'accordo. Il Comune porta a casa da questa operazione un milione di euro, ovvero il primo lotto di riqualificazione del nucleo storico secondo il progetto vincitore un anno fa di un concorso di idee bandito dall'ente locale.
L'area interessata si trova nei pressi di via Piemonte, nella zona adiacente il mercato. Dal 2002 fa parte di un piano di lottizzazione artigianale convenzionato; il Comune però ci ha ripensato. L'idea di avere capannoni a ridosso dell'abitato non è parsa conveniente. «Mi spaventano - ha detto il sindaco Mura - i rischi di inquinamento ambientale e acustico a ridosso dell'abitato». Meglio, dunque, è avere case e trasformare la destinazione dell'area in zona di espansione residenziale. Decisione, questa, che è stata presa giovedi sera dal consiglio comunale dopo oltre due di discussione. Contraria la minoranza.
Dalla villa alla palazzina a tre piani. Abitazioni a sufficienza, spalmate su 31mila mq, per accogliere altri 200 cittadini. In più la possibilità di destinare parte dei locali al piano terra ad uso commerciale. Un operazione che permetterà al Comune il recupero della piazza della Chiesa, della piazza Comunale e della via che le unisce.
«Non voglio entrare in un luogo comune parlando di cementificazione - ha commentato il consigliere di minoranza, Flavia Fulvio, Italia dei Valori-. E' sicuramente meglio avere case che capannoni; non vedo però da questa operazione la soddisfazione dell'interesse pubblico. Inoltre, l'amministrazione continua ad investire in opere pubbliche che non ritengo prioritarie; sarebbe meglio occuparsi della manutenzione straordinaria e di miglioramenti ai servizi pubblici».
Nella lunga relazione della consigliera Fulvio diversi sono stati gli aspetti dell'operazione su cui si è soffermata. Intanto, i bassi oneri di urbanizzazione del Comune che, se fossero adeguati ad altre realtà simili del pavese, avrebbero permesso al comune di portare a casa più di quanto ha già ottenuto. Poi, il fatto che il Comune perde una buona percentuale di verde pubblico. La Fulvio ha quindi denunciato un dato: nei mesi scorsi i tecnici che hanno redatto il progetto di riqualificazione del nucleo storico avevano indicato in 675mila euro il valore del primo lotto di lavori. Ora questa cifra sale a 800mila euro. Come mai?
L'assessore Ciocca su questo punto replica cosi: «L'indicazione del valore dell'opera arriva dal Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Pavia a cui mi sento di dare fiducia. Va inoltre detto che in questi ultimi mesi c'è stato un adeguamento del prezziario della Camera di Commercio».
«Si mettono case in mezzo ai capannoni - è stato il commento del consigliere di minoranza Luigi Zetti -; ma ciò che mi preoccupa è lo sbocco che questi 200 abitanti avranno su via Piemonte». (r. c.)