Tenta il furto in palestra, preso
PAVIA. Finisce in manette per un tentato furto negli spogliatoi della palestra Gymnasium. E, mentre gli agenti chiudono la portiera della volante per portarlo in Questura, Hassam Imam, quarantenne egiziano, estrae dalla tasca un mazzo di chiavi: «Mi potreste spostare l'auto? L'ho lasciata in divieto alla fermata del bus». Poco furbo o troppo sicuro di sè. Pensava forse che gli agenti si sarebbero fidati, senza fare controlli. Invece si è rimediato un' altra imputazione. Perché anche l'auto era rubata.
E non basta: a bordo c'era una macchina digitale, con numerosi accessori, a quanto pare non suoi. Ieri il giudice non ha convalidato l'arresto, per un questione procedurale. E Hassam Imam dovrà rispondere alle accuse il 15 febbraio, al processo per direttissima che lo vede imputato. Sempre che si presenti, visto che sul suo capo pende anche un provvedimento di espulsione. L'uomo - da vent'anni in Italia - è uscito dal carcere di Pavia il 15 gennaio, per scadenza dei termini di custodia (era ritornato in cella per rapina, dopo aver beneficiato dell'indulto l'agosto scorso). E il 22 ha pensato bene di rubare un'auto a Canneto Pavese. Venerdi ha parcheggiato proprio quell'auto sul marciapiede di via Aselli, nello spazio riservato alla fermata del bus. E si è intrufolato nella palestra Gymnasium, approfittando forse di un momento di distrazione del personale. L'ha scoperto una cliente, entrata nello spogliatoio femminile. Stava frugando proprio nella sua borsa. La donna si è messa a urlare e aiutata dal personale l'ha bloccato. Il 113, chiamato dai gestori della palestra, è arrivato in via Aselli. Ha fermato l'egiziano. Ma, appena seduto sul sedile della volante, Imam ha estratto dalla tasca un mazzo di chiavi spiegando che la sua auto era in divieto. «Potreste spostarmela?» ha chiesto. Gli agenti hanno consultato il terminale della Polizia di Stato e ci è voluto davvero poco per scoprire che era stata rubata (ora è sotto sequestro ed è stato rintracciato il legittimo proprietario). A bordo c'era anche una custodia grigio-viola contenente una macchina fotografica digitale Olimpus, alimentatori, due memory card. Imam sostiene sia sua. Ma la polizia ha elementi per credere il contrario. Il materiale è a disposizione in Questura per essere visionato. Gli inquirenti invitano chi ha subito un furto di apparecchiature rispondenti alla descrizione, a presentarsi. Nella memoria della macchina digitale ci sono fotografie scattate prima del 15 gennaio, utili prove per il riconoscimento. Intanto il giudice non ha convalidato l'arresto. Non c'era il margine per procedere: per il reato di tentato furto l'arresto è facoltativo. Ed è possibile operare se il massimo della pena prevista non è inferiore a tre anni. Imam, assistito dall'avvocato Gobba, beneficerà della riduzione di un terzo della pena perchè il furto è solo tentato, e la condanna potrebbe essere al massmo di due anni. Sarà il pm Antonella Santi a sostenere l' accusa il 15. (m.g.p.)