Tenta di sequestrare Wiesel

WASHINGTON. Il Premio Nobel per la pace Elie Wiesel è stato vittima di un tentato rapimento la scorsa settimana in un hotel di San Francisco da parte di un attivista dei movimenti che negano l'Olocausto. Wiesel, sopravvissuto ai lager nazisti, è stato aggredito il primo febbraio scorso in un ascensore dell'Argent Hotel dove lo scrittore stava partecipando ad un convegno sulla pace.
Lo scrittore, che ha 78 anni, è stato improvvisamente accostato in ascensore da un uomo che ha chiesto di poterlo intervistare. Wiesel ha accettato di parlare con lui nella hall dell'hotel. Ma l'uomo, insistendo che la conversazione avvenisse nella sua camera d'albergo, ha cercato di trascinarlo fuori dell'ascensore e di trascinarlo nella sua camera al sesto piano dell'albergo. Di fronte alla resistenza di Wiesel, il folle ha poi desistito. Lo stesso autore dell'aggressione, Eric Hunt, ha scritto su un sito Internet anti-sionista. «Seguivo Wiesel da settimane - ha ammesso l'aggressore - Quando l'ascensore si è fermato al sesto piano ho cercato di trascinarlo fuori, afferrandolo al petto. Wiesel ha cominciato a gridare». L'aggressore avrebbe urlato a sua volta a Wiesel: «Perché non vuoi che la gente sappia la verità?».
Wiesel ha scritto oltre 40 libri compreso il suo volume di memorie «La notte» dove racconta le sue drammatiche esperienze di vittima dell'Olocausto. Hunt appartiene ad un gruppo che sostiene che l'Olocausto è «un mito», una cosa mai accaduta.