«Il governo faccia di più per la nostra liberazione»

ROMA.Mentre dalla Nigeria, attraverso la radio francese, Cosma Russo e Francesco Arena, i due tecnici italiani rapiti il 7 dicembre nell'area del Delta del Niger, sollecitano un'azione più incisiva del Governo per agevolare la loro liberazione, la macchina della diplomazia italiana sembra dispiegare il massimo sforzo possibile per giungere alla fine del sequestro. Il viceministro degli Esteri Franco Danieli, che ha la delega per gli italiani all'estero, si trova ad Abuja, in Nigeria, impegnato in una serie di incontri istituzionali. Il primo dei quali è stato con Joy Egwu, ministro degli Affari esteri nigeriano. Alla sua interlocutrice Danieli ha espresso «la forte preoccupazione del governo italiano» per la sorte di Arena e Russo. Dal ministro Egwu Danieli ha ottenuto le assicurazioni che chiedeva, quelle cioè che da parte del governo nigeriano ci sarà il massimo impegno per far si che l'odissea di Cosma Russo e Francesco Arena finisca presto. Intanto ieri la radio francese Rfi è riuscita a mettersi in contatto con i due italiani rapiti e dai loro racconti sono venuti, insieme, elementi tranquillizzanti sulle loro condizioni di salute, ma anche qualche preoccupazione per il futuro. I due hanno riferito di essere trattati bene, ma che corrono tutti i rischi che possono derivare dal vivere in un accampamento militare, dove, tra l' altro, «ci sono serpenti ovunque», al punto che «ne cadono persino dagli alberi». Il potenziale pericolo viene anche dal fatto che a maneggiare armi sono spesso degli adolescenti, ragazzi, ha detto Arena, tra i 18 e i 23 anni, che «giocano con le armi e la dinamite».