Addio ad Adele Faccio, paladina dei diritti civili

ROMA.«Mi ha insegnato l'abc della politica». Nell'elogio di Emma Bonino è riassunta la figura di Adele Faccio, la militante femminista, radicale, ecologista morta giovedi a Roma a 86 anni.
L'impegno politico di Adele Faccio veniva da lontano: c'era anche lei infatti, con Marco Pannella e Adelaide Aglietta, nella pattuglia radicale che fin dal 1965 aveva dato vita alla Lid (Lega Italiana per il Divorzio). E pochi anni dopo, nel 1969 dell'«autunno caldo», fu in prima fila con Maria Adele Teodori anche nel congresso di Milano che vide nascere il primo Mld (Movimento liberazione della donna). Nel settembre 1973 fondò a Milano il Cisa, Centro Italiano Sterilizzazione e aborto. Nel 1974, grazie alla pattuglia dei radicali, l'Italia scelse il divorzio. Due anni dopo, nel 1976, la Faccio entrò a Montecitorio con Emma Bonino, Marco Pannella e Mauro Mellini. Venne rieletta nel 1979, l'anno dell'exploit radicale, con 18 seggi in Parlamento. Nell'agosto di quell'anno, con Francesco Rutelli e Jean Fabre, Adele Faccio organizzò la Carovana del disarmo Bruxelles-Varsavia: trecento radicali su sei pullman andarono a protestare dalla sede Nato in Belgio al quartier generale del Patto di Varsavia. Ma a Berlino Est vennero ricacciati indietro. L'impegno nell'ecologia nasce nel 1989, con il passaggio dal gruppo federalista ai «Verdi arcobaleno per l'Europa», e nel 1990 si dimette da Montecitorio.
La notizia della sua morte è stata accolta con dolore dai radicali (appresa a funerali avvenuti, per volontà dei parenti), dal mondo politico e istituzionale. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ne ha ricordato «l'appassionata militanza politica e parlamentare, la generosa battaglia per l'affermazione dei diritti umani e civili».