I dubbi dello storico locale «Lavori leciti, ma evitabili»

CASTEGGIO.«Lo sbaglio è stato commesso da chi ha dato l'autorizzazione. In quella posizione esisteva già un porticato e la ditta che dirige i lavori non ha fatto altro che realizzare il progetto regolarmente presentato agli uffici comunali, ricevendo tutti i permessi del caso». A parlare è Carlo Ghia, profondo conoscitore di storia locale, nominato alcuni anni or sono Cavaliere della Repubblica ed autore di numerose pubblicazioni sulla Casteggio d'altri tempi. Anche lui si sente di condividere le proteste avanzate da alcuni residenti del Pistornile.
«Ripeto, io non esprimo parere contrario all'operato dell'impresa che esegue i lavori, bensi verso coloro che hanno permesso una simile operazione, che è quanto meno poco elegante - continua Carlo Ghia - La stazza dell'immobile, guardando da certi punti di via Narbusto Inferiore e di strada Madonna, va a coprire interamente il campanile della chiesa di San Pietro Martire e parte della storica villa Valsecchi».
Secondo diversi casteggiani un lato della nuova palazzina va letteralmente ad invadere la carreggiata transitabile, restringendone di fatto la larghezza: «A mio parere si sarebbe dovuto edificare qualche metro più indietro, appunto per avere una carreggiata più larga, tuttavia l'impresa ha rispettato il confine del porticato che esisteva in precedenza. Chi ha concesso le autorizzazioni avrebbe dovuto curare con maggiore attenzione questi dettagli - è l'opinione dello storico casteggiano - Li sorgeranno anche altre villette, la palazzina in questione non è brutta dal punto di vista estetico, tuttavia la posizione che non è delle migliori. Se si vuole mantenere il centro storico ci si comporta di conseguenza, altrimenti si devono togliere tutti i vincoli esistenti». (s. d.)