Una giornata con i vigili, tra scuse e certificati medici

PAVIA.Ieri controlli a tappeto per il blocco totale del traffico: dalle 10 e mezza alle 15,30, pattuglie di vigili urbani hanno fermato le macchine in circolazione per verificare che avessero i requisiti per farlo. Ma il blocco totale non ha più gli effetti dei primi tempi: le macchine euro 4 a benzina e quelle diesel con filtro antiparticolato sono libere di circolare, e negli ultimi tempi sono aumentate in maniera esponenziale. Cosi è capitato che qualche pedone chiedesse con faccia sorpresa in pieno orario di fermo: «ma hanno già sospeso il blocco?». In mattinata tra Viale Matteotti e piazzale Minerva sono state fermate una sessantina di autovetture, e i verbali sono stati relativamente pochi: una decina. Gli automobilisti iniziano ad abituarsi alla logica dei blocchi infrasettimanali, e sapendo dei controlli a tappeto, sono pochi quelli che se la sentono di rischiare i 74 euro di multa previsti in caso di infrazione. La procedura dei controlli è sempre uguale: vengono richieste patente e carta di circolazione, si controllano i requisiti del motore e se c'è il filtro antiparticolato. Molte auto che non potrebbero circolare godono comunque di esenzioni: c'è chi deve andare all'ospedale e sfodera una manciata di impegnative per dimostrare di avere una visita in giornata e chi denuncia la mancanza di adeguate segnalazioni. In questo caso partono i controlli: è la fortuna di un sessantenne di Milano, che ha scampato la sanzione perché alla fine si è scoperto che la transenna sulla via d'accesso da lui percorsa era stata spostata e non era perfettamente visibile. In generale niente scenate melodrammatiche né reazioni particolarmente rabbiose: quasi tutti, anche quelli presi in fallo, accampano qualche debole scusa e poi accettano di buon grado la sanzione. Solo qualcuno si lamenta: «Ma io ho la marmitta catalitica! cosa devo fare, comprare una macchina nuova?». Verso le 10 del mattino un signore multato alla Minerva si è invece scusato per l'infrazione, e poi ha stretto la mano a chi la multa gliel'ha fatta, sorprendendo non poco i presenti. Qualcuno la butta sul ridere, come il conducente di una scassata Peugeut 106 fermato e multato vicino al Ponte Vecchio: «Era meglio se rimanevo a casa a dormire, oggi non è giornata». Gli stessi automobilisti si rendono conto della necessità di queste misure anti inquinamento. La prima sanzione in Viale Matteotti è stata fatta pochi minuti dopo l'arrivo della pattuglia a una Fiat Punto piuttosto vecchia, un pavese mortificato: «Non mi ricordavo più, non si può chiudere un occhio?». Chiedere favoritismi è un'abitudine dura a morire. Poi si passa alla tattica della compassione: «ma come faccio, sono tanti soldi». Alla fine il verbale è fatto, ma se si ritiene di non meritarsi la sanzione ci sono 60 giorni per il ricorso. Il segreto per evitare reazioni esagerate? Risponde Marinella Granata, responsabile Viabilità e Sicurezza: «se gli automobilisti si trovano davanti una persona decisa, educata, corretta e gentile in genere non ci sono problemi». La polizia municipale non esegue solo controlli: molti passanti chiedono loro delucidazioni sulla strada da percorrere o sui dettagli del blocco. Un consiglio per non perdere tempo? Farsi rilasciare dal concessionario un certificato che specifichi il tipo di filtro in dotazione.
Anna Ghezzi