I pendolari scelgono l'auto

STRADELLA. Sempre e soprattutto a Milano, in netta prevalenza impiegati, ormai pochissimi operai, spesso costretti ad abbandonare il treno come mezzo di trasporto e quindi a sopportare costi più alti perché altrimenti non si riesce a essere sul posto di lavoro in orario: è il ritratto del pendolare del 2006. Ecco gli spunti più significativi che escono da un sondaggio effettuato dal Comune di Stradella: 250 i questionari (137 restituiti) distribuiti fra i pendolari.
Il 61% viaggia verso Milano, il 12% verso Pavia e altrettanto verso Piacenza, il 9% verso Voghera, ma ci sono pendolari che, ogni giorno, vanno, per motivi di lavoro e in treno, anche a Bologna, Novi Ligure, Reggio Emilia, Cremona, Fidenza o Asti. L'indagine aveva come obiettivo capire come soddisfare al meglio una delle esigenze, ma non l'unica, per i pendolari: parcheggi accessibili e gratuiti dove lasciare l'auto, anche 13-14 ore al giorno, prima di salire sul treno.
Partendo da questa indagine sono emerse due situazioni decisamente nuove e diverse rispetto a qualche anno fa. Innanzitutto ci sono residenti di Castelsangiovanni che optano per farsi una decina di chilometri in auto e, nonostante, alla stazione del loro luogo di residenza, ci siano treni pendolari verso Milano che effettuano la fermata, partono o arrivano da Stradella. La ragione è presto spiegata: più servizi (in realtà due treni in più) la sera a disposizione per rientrare a casa. Poi emerge che alcuni pendolari, soprattutto se occupati in aziende industriali o di servizi, situate fuori Milano e nell'hinterland, o hanno già rinunciato oppure rinunceranno al treno. Motivo? Non sono certi, con i tempi di percorrenza previsti e i ritardi cronici, di poter arrivare in orario sul posto di lavoro. Non a caso, il treno che registra, negli ultimi 5 anni, il maggior calo di utenti, inverno a parte dove ci sono picchi di presenze, è il regionale che parte da Stradella alle 6,23. In teoria e ritardi a parte, è l'unico, anche se rispetto a prima è stato anticipato di 3 minuti, con tabella di marcia inferiore ai 60 minuti per raggiungere Milano. Ironia della sorte, però, sarà anche il più veloce, ma non basta. L'indagine non lo dice, ma i dati, quelli ufficiali, appaiono espliciti: i tempi di percorrenza dei treni pendolari di oggi, da o per Milano, sono più o meno gli stessi del 1972, con una media, realistica e calcolata comprendendo i ritardi, di 74 minuti.
Pierangela Ravizza