«Asm, via alle nuove sfide»
PAVIA. Presidente Albergati, il consigliere Veltri dice che dopo un anno di battaglia è riuscito a far chiudere 9 delle 16 società collegate ad Asm. Merito suo o scelta vostra?
«E' evidente che noi teniamo in considerazione le opinioni dei consiglieri comunali, e se uno dice che Asm ha costituito troppe società noi facciamo una riflessione».
E in questo caso che risultati ha dato la riflessione?
«E' stato chiaro che Epolis non aveva più ragione esistere. Lo stesso dicasi per Spea. Negli altri casi, le società non sono 'sparite". Dopo il conferimento a Linea Group holding, parteciperanno a società molto più grosse».
Scusi la monotonia: ha vinto Veltri o è cambiata la legge, come si è detto?
«Non ci sono stati mutamenti legislativi e non hanno influito le pressioni. Tutto dipende da come si sta strutturando la holding. Ma, per fare un esempio, in futuro è possibile che per la gestione del ciclo idrico e, forse, dell'igiene urbana, sarà necessario creare nuove società».
Perdoni la diffidenza. Ma quali sono le leggi per cui è stato necessario costituire ben 16 società?
«Il decreto Burlando per i trasporti, quello Bersani per l'energia elettrica, il decreto Marzano per il gas naturale, la legge Galli per il ciclo idrico e il decreto Ronchi per l'igiene urbana. Però, mi scusi, posso dire una cosa?».
Ci mancherebbe.
«Mi sembra che l'altra sera non si sia più detto che Asm Pavia si è 'inventata" le società, come era accaduto più volte in passato. Un'altra cosa che non ho più sentito è che le tariffe di Pavia sono le più care del mondo».
Non è vero?
«No, non è vero».
Ricapitoliamo. Le società come 'etichetta" sono riassorbite, mentre come 'servizio" continuano a esistere. Inclusi i dipendenti?
«Inclusi i dipendenti. Il destino della holding è ancora da scrivere, ma noi partecipiamo per il 17,2%. Anche se altre realtà, come Rovato, hanno conferito più società e quindi hanno quote più alte».
E i pavesi cosa ci guadagnano?
«Oggi per il cittadino pavese cambia poco o nulla. Ma in prospettiva saremo più concorrenziali, facendo parte di un grosso gruppo, nel partecipare a gare per l'assegnazione di servizi. Piccole ricadute sulla bolletta, ma la possibilità di conseguire utili che, attraverso le società patrimoniali, arrivano ai Comuni».
Veltri ha detto che la stima della 'Metano pavese", società acquistata da Asm per circa 13 milioni di euro, potrebbe essere stata fatta da un tecnico dipendente della Metano pavese stessa. Che dice?
«Che non sta nè in cielo nè in terra. L'operazione fu fatta nel 2004. Ordinammo due perizie. La 'Credem pavese" valutò l'azienda 14 milioni di euro, la 'Gallo Melior Banca" dava una valutazione compresa tra 11 milioni e 800.000 euro e 13 milioni e mezzo».
Il suo amministratore delegato, l'avvocato Adavastro, dice che parte dei guai dell'Asm risale alle classi dirigenti del passato. Lei è stato sindaco per nove anni...
«E' stata una valutazione storica. Le quattro Asm della Provincia non hanno mai avuto una tradizione di dialogo. La legge è cambiata e diventerà un grimaldello per forzare diffidenze e divisioni».
Nei corridoi della politica si dice che Asm è stata un trampolino verso palazzo Madama per Daniele Bosone, mentre a lei sono rimaste le grane.
«Ma no, non considero Asm una grana. Fare il presidente è una bellissima esperienza. E poi non dimentichiamo che il valore della produzione del gruppo Asm in quattro anni è quasi raddoppiato».
Il progetto Biodiesel a Montebellino che cosa è?
«Un impianto per trattare gli oli vegetali di scarto e trasformarli, appunto, in biodiesel da aggiungere al carburante. Che, poi, venderemmo. Quando la Provincia ci avrà dato l'ok ci vorrà circa un anno e mezzo per creare la struttura».
Pare di capire che Asm si tuffa nel mercato.
«E' il motivo per cui le municipalizzate sono state trasformate in Spa. I servizi a conferimento diretto sono sempre meno. La sfida è confrontarsi con il mercato».
Il che include anche tanti rischi. O no?
«Certo, il rischio c'è. Ma credo che il legislatore, nell'imboccare questa strada, abbia pensato che il meccanismo produrrà maggiore efficienza e, quindi, minori costi per il cittadino». (f.m.)