E Terranova non ci crede

PAVIA. Quando le dicono, risultati e classifica alla mano, che la Riso Scotti è sola al terzo posto, Nadia Terranova guarda coach Rosario Braia ancor più incredulo di lei, poi spara un sorriso dei suoi esclamando: «Comprerò il giornale per vedere la classifica con i miei occhi e tenermela li, a portata di mano, perché fa piacere. Però, magari ci sarà chi non è d'accordo, per adesso, io continuo a pensare solo alla salvezza». Rossana Spinato l'ha coinvolta moltissimo in attacco, soprattutto nei primi due set e Nadia non si è tirata indietro, sfoderando anche la diagonale che non è esattamente il suo colpo migliore. «In settimana l'avevamo provata tanto ed avevo continuato a tirare molto forte. E, quando l'ho messa giù in partita, ho guardato ridendo coach Braia che mi ha fatto segno che se la stava annotando». Il tecnico le fa notare, orgoglioso, anche il 58% in attacco, una delle sue migliori prestazioni di sempre e lei gongola fiera, ma parla subito della squadra: «Conta soprattutto la vittoria che abbiamo meritato giocando bene praticamente in ogni fondamentale e poi questo terzo posto incredibile che ci rende felici, anche se andremo avanti senza pensarci».
Coach Rosario Braia si riguarda mentalmente la partita ed il 3-0 inflitto a Castellana Grotte e si tiene stretti quei momenti in cui la sua squadra ha mostrato maturità e segni di crescita. «Se nel primo set Castellana ci ha facilitato il compito avendo commesso molti errori, il secondo sapevo sarebbe stato per noi molto difficile. E si è confermato tale perché la loro battuta è migliorata, come dimostrano i due servizi vincenti e, in generale, una miglior qualità di battuta che ha provato a metterci in difficoltà». Ma la Riso Scotti non si è scomposta: «Si, è vero. La squadra mi è piaciuta per la concretezza anche in una partita in cui la tensione agonistica poteva essere inferiore a quella di sette giorni prima a Cremona. Come con la Bbc Roma in infrasettimanale, abbiamo saputo essere molto concreti e questo è un segnale importante. E poi devo dire che non è stata una partita molto tattica. Castellana non ha saputo essere particolarmente incisiva, cosi molte indicazioni che avevo impartito alla vigilia alla mia squadra non sono poi servite». Dopo il colpaccio a Cremona sette giorni prima, il cruccio di Braia era stato quello di ampliare ulteriormente la gamma di soluzioni offensive del suo sestetto, riattivando la fast di Pellecchia, mancata, per motivi diversi, nelle ultime uscite. Un'idea vincente, a giudicare dalla gara con Castellana Grotte: «L'abbiamo allenata molto in settimana, avevamo bisogno di questo tipo di colpo e non dimentichiamo un altro aspetto importante e, cioè, che allenare bene l'attaccante alla fast significa pure allenare altrettanto bene la difesa a murarla, cosa che siamo riusciti a fare discretamente in partita». E lei, Alessia Pellecchia, sorride soddisfatta: «Si, finalmente la fast ha funzionato. In settimana l'abbiamo provata a lungo per giocarla in partita dopo che, nelle settimane precedenti, non si era potuto fare a causa dei malanni che mi hanno limitato, prima il collo, poi l'infiammazione alla caviglia. Anche giovedi, per evitarne il riacutizzarsi, il coach ha preferito tenermi a riposo». Quando il discorso si sposta sulla classifica, cosi Pellecchia: «E chi se lo sarebbe aspettato due mesi fa? La verità è che si lavora bene. Senza voler togliere nulla a nessuno, credo che non ci siano fenomeni a livello individuale in questa squadra. E' il gruppo che funziona bene. I risultati vengono anche perché non c'è tensione: dopo un errore anche grossolano, si ricomincia a giocare serene e non ci si pensa più». (f.ba)