L'amore a servizio della vita
Quando apparve sulla scena del mondo il cristianesimo, l'amore aveva avuto già diversi cantori. Il nome comune dell'amore era allora eros (da cui il nostro erotico ed erotismo). Il cristianesimo senti che questo amore passionale di ricerca e di desiderio non bastava a esprimere la novità del concetto biblico. Perciò evitò del tutto il termine eros e ad esso sostitui quello di agape, che si dovrebbe tradurre con dilezione o con carità, se questo termine non avesse acquistato ormai un senso troppo ristretto (fare la carità, opere di carità). La differenza principale tra i due amori è questa. L'amore di desiderio, o erotico, è esclusivo; si consuma tra due persone; l'intromissione di una terza persona significherebbe la sua fine, il tradimento. A volte perfino l'arrivo di un figlio riesce a mettere in crisi questo tipo di amore. L'amore di donazione, o agape, al contrario, abbraccia tutti, non può escludere nessuno, neppure il nemico. La formula classica del primo amore è quella che sentiamo sulle labbra di Violetta nella Traviata di Verdi: «Amami Alfredo, amami quant'io t'amo». La formula classica della carità è quella di Gesù che dice: «Come io ho amato voi, cosi voi amatevi gli uni gli altri». Questo è un amore fatto per circolare, per espandersi. Un'altra differenza è questa. L'amore erotico, nella forma più tipica che è l'innamoramento, per sua natura non dura a lungo, o dura soltanto cambiando oggetto, cioè innamorandosi successivamente di diverse persone. Della carità invece S. Paolo dice che «rimane», anzi è l'unica cosa che rimane in eterno, anche dopo che saranno cessate la fede e la speranza. Tra i due amori però - quello di ricerca e quello di donazione -, non c'è separazione netta e contrapposizione, ma piuttosto sviluppo, crescita. Il primo, l'eros, è per noi il punto di partenza, il secondo, la carità, il punto di arrivo. Tra i due c'è tutto lo spazio per una educazione all'amore e una crescita in esso. Prendiamo il caso più comune che è l'amore di coppia. Nell'amore tra due sposi, all'inizio prevarrà l'eros, l'attrattiva, il desiderio reciproco, la conquista dell'altro, e quindi un certo egoismo. Se questo amore non si sforza di arricchirsi, cammin facendo, di una dimensione nuova, fatta di gratuità, di tenerezza reciproca, di capacità di dimenticarsi per l'altro e proiettarsi nei figli, tutti sappiamo come andrà a finire. Che la vita è un idillio continuo, in un mondo dove tutto è bello, giovane, sano; dove non c'è vecchiaia, malattia, e tutti possono spendere quanto vogliono è l'illusione in forma di reality che ci viene presentato dove il sesso è l'unico motivo che muove il mondo. Ma questa è una colossale menzogna che genera attese sproporzionate, che, deluse, provocano frustrazione, ribellione contro la famiglia e la società, e aprono spesso la porta al crimine. La parola di Dio ci aiuta a far si che che non si spenga del tutto nella gente il senso critico di fronte a ciò che quotidianamente le viene propinato.