Addizionale Irpef, mini aumento
VOGHERA. Fino all'anno scorso la parola d'ordine era: «Più servizi e più cantieri senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini». Quest'anno, pare di capire, diventa: «Stessi servizi mettendo le mani meno a fondo possibile». Ecco le nuove tasse e tariffe del Comune di Voghera.
«Colpa della Finanziaria Prodi che mette in croce i Comuni...», mormora l'assessore al bilancio Daniele Salerno mentre lima il bilancio che dovrà essere approvato dal consiglio comunale per la fine di marzo. L'anno scorso, tra tasse e tariffe, i vogheresi hanno versato nelle casse di palazzo Gounela qualcosa come 21 milioni di euro, 40 miliardi di vecchie lire. E quest'anno? Quest'anno sembra che dovranno versare qualcosa di più per non vedersi tagliare (o far pagare più cari) i servizi. La cattiva notizia è che l'addizionale Irpef aumenta dello 0.15 per cento, passando dallo 0.1 per cento della busta paga allo 0.25 per cento.
«E' un aumento, ma un aumento molto contenuto - commenta l'assessore Salerno -. L'amministrazione poteva scegliere tra un ritocco minimo e il taglio di servizi essenziali. Dalla maggioranza è arrivata l'indicazione che i servizi al cittadino non si tagliano come non si rinuncia ad investire per migliorare la città. Quindi abbiamo tagliato ulteriormente le spese e 'ritoccato" l'addizionale Irpef. La legge ci avrebbe permesso di aumentarla fino allo 0.8 per cento, invece siamo rimasti ad una aliquota enormemente inferiore rispetto alla media dei Comuni che hanno aumentato l'addizionale Irpef fino allo 0.5 per cento».
Per rendere l'idea di quello che significherà il 'ritocco" dell'addizionale Irpef, si può dire che su uno stipendio netto di 1.200 euro al mese, l'aggravio (operativo non appena il bilancio sarà approvato) è di 2.4 euro al mese. Circa 25 euro l'anno, per estrema chiarezza.
La buona notizia, invece, è che non cambia l'aliquota Ici, voce di enorme importanza per i conti del Comune visto che porta nelle casse di palazzo Gounela qualcosa come 6 milioni e 200mila euro. Quasi la stessa cifra che lo Stato trasferisce al Comune. L'imposta comunale sugli immobili per la prima casa, dunque, resta al 5 per mille. Invariate anche le tariffe Tarsu (la vecchia tassa sui rifiuti), che in compenso vengono abbattute del 30 per cento alle scuole. «Le direzioni lamentavano il fatto che dallo Stato le scuole non ricevono i fondi sufficienti per pagare la tariffa di raccolta e smaltimento dei rifiuti - spiega l'assessore - cosi l'amministrazione ha deciso un taglio netto».
Restando in ambito scolastico, però, ad aumentare saranno le tariffe a carico delle famiglie per l'accesso ai servizi di mensa. Impossibile, al momento, quantificare esattamente l'aumento: in primo luogo perchè il bilancio non è ancora definitivo, poi perchè l'applicazione delle tariffe varia in ragione del reddito familiare. La cifra che si affaccia all'esame del consiglio, comunque, è attorno al 10 per cento. «Bassa - conclude Salerno - se si considera che le tariffe delle mense scolastiche sono invariate dal 1998. E che in nove anni l'inflazione ha pesato sul settore facendo aumentare i costi del 25 per cento circa».