Vigevano ha tre mesi di smog in un anno
VIGEVANO. Abbiamo respirato smog per tre mesi. E' il bilancio di un anno di inquinamento a Vigevano. I dati raccolti dalla centralina dell'Arpa di viale Petrarca parlano chiaro: nel 2006 per 89 giorni le polveri sottili hanno superato il limite dei 50 microgrammi per metrocubo. Secondo il sindaco per migliorare l'aria servono soldi e una diversa mentalità, ma senza infierire su chi è più povero.
Il 20 gennaio del 2006 l'inquinamento ha toccato il record dell'anno: 154 microgrammi per metrocubo. In quel mese i giorni oltre i limiti erano stati 21 e già a febbraio Vigevano aveva superato il tetto dei 35 giorni di aria inquinata ammesso per legge. In questo 2007 ne abbiamo già collezionati dieci: la metà rispetto al 2006, ma non c'è da stare allegri.
«Non è con i blocchi del traffico che possiamo invertire la rotta, anche se a Vigevano lo smog è soprattutto colpa dei mezzi di trasporto - sostiene il sindaco Ambrogio Cotta Ramusino - . La Regione ha promesso contributi anche alle città come la nostra, ma ancora non li ha quantificati. Con quei fondi potremo dare dei segnali di cambiamento, ma la parte più grossa devono farla i cittadini, altrimenti molti provvedimenti contro lo smog saranno visti come un' imposizione». E l'imposizione è nemica dell'accettazione. «Costringere chi ha le auto vecchie e più inquinanti a cambiarle senza aiuti economici - dice - significa spesso creare problemi a dei poveri».
Qualcosa però va fatto: «Non possiamo limitarci a sperare nel vento - continua Cotta Ramusino - ma non possiamo nemmeno forzare i tempi perché la mentalità delle persone non cambia in un giorno. Non si possono creare nuovi parcheggi in periferia per convincere le persone ad abbandonare l'auto se poi non organizzi un servizio di autobus efficiente, ma nello stesso tempo non ha senso investire sui parcheggi in periferia se poi i vigevanesi pretendono di arrivare in auto davanti al negozio».
Più battaglieri appaiono gli ambientalisti: «Ormai le città sono rassegnate all'inquinamento da traffico - dice Giovanni Molina dei Verdi - . Un esempio? Il sindaco di Verona ha detto che le domeniche a piedi nella sua città hanno poco effetto perché la Milano-Venezia e l'autostrada del Brennero restano aperte e noi vigevanesi, che conviviamo con lo smog, vogliamo l'autostrada Broni-Mortara invece di bocciarla. Gli amministratori di centrodestra fanno il contrario di quel che serve. E poi non dimenticate che in pianura padana sono in aumento le malattie da smog. Il sindaco, che è responsabile della salute pubblica dei cittadini, dovrebbe essere più deciso. E anche la Regione dovrebbe fare di più: o fa scattare i blocchi o le targhe alterne ogni volta che il Pm10 supera i limiti per un certo numero di giorni, oppure approva un pacchetto di domeniche a piedi a scopo educativo, con o senza l'aria inquinata. Invece il centrodestra ha scelto di sparpagliare qualche domenica di blocca qua e là e con un sacco di deroghe: cosi irritano solo i cittadini».