Bazzan, l'età dell'entusiasmo

VIGEVANO. Rimettere i guanti da portiere e le scarpette chiodate a 42 anni. E' capitato a Mauro Bazzan, che ha esordito in Seconda categoria nel 1982 a 17 anni con la maglia della Leonidas, società vigevanese ora scomparsa, e che oggi gioca titolare del Parona&ProVigevano in promozione. Bazzan ha passato più domeniche tra i pali di una porta che sul divano di casa. Una passione, mai condivisa dalla moglie Simona, ma sempre accettata. «Lei è il mio opposto - racconta Bazzan - Io mi sono diplomato all'Itis, lei ha fatto il classico. Lei è la parte culturale della famiglia io quella sportiva». Eppure sono sposati dal 1990 e hanno un figlio, Alberto di cinque anni. «Almeno una volta all'anno - racconta Mauro - Simona viene a vedermi giocare, anche se non le piace il calcio. L'ultima volta è stato quest'anno al debutto in promozione con il Parona&Provigevano».
«Era una bella giornata e le ho detto di venire con nostro figlio. Poi era due anni che non giocavo. Per me era un giorno importante», spiega Mauro Bazzan, che per 24 mesi non aveva messo piede in un campo di calcio, a causa di un infortunio alla tibia e al perone. «Quando due anni fa mi sono infortunato - racconta - mi sono detto che con il calcio era finita. Poi Piero Gallina è arrivato come allenatore al Parona&Pro e mi ha chiesto di allenare i portieri e di fare da secondo portiere. A poco a poco ho ripreso fiducia e confidenza con il campo e ho ricominciato a giocare, perché la squadra aveva bisogno». Oggi è il portiere titolare dei lomellini ultimi in classifica in Promozione, dopo una carriera cominciata all'inizio degli anni ‘80 e che l'ha visto protagonista con la maglie di Leonidas, Rionali Riunite, Cassolese, Robbio e Mortara. «Il Parona&Pro è una società ricca di risorse - dice Bazzan - che ha un occhio di riguardo al settore giovanile. Io cerco di dare un aiuto non soltanto come giocare, ma comincio a interessarmi anche a livello dirigenziale. E' la prima volta che questa società fa la Promozione. Se retrocederemo, ripartiremo dalla Prima». Il portiere ultraquarantenne sembra averci ripreso gusto. «Beh, intanto non posso fare molti programmi - dice - e poi continuerò finché sentirò fiducia intorno a me». Intanto le domeniche hanno ripreso il ritmo di un tempo. «Da quando ho ricominciato - racconta Bazzan - un po' le cose sono cambiate. Devo curare di più la preparazione della partita e il fisico. Alla domenica mi alzo presto. Faccio due passi oppure un giro in bicicletta alle 11. Poi mentre mia moglie porta a messa mio figlio mangio. Mi ospita mia mamma che mi prepara pastasciutta, un po' di grana e del prosciutto crudo. Ho imparato a mangiare cosi quando giocavo nel Robbio in Eccellenza. Alle 13 se giochiamo in casa vado al campo». Suo figlio intanto si avvicina all'età dei Primi Calci. «Non sembra voler giocare a calcio - dice Bazzan - lui preferisce il nuoto. Di certo non lo obbligherò. Non voglio essere uno di quei genitori che forzano i figli a giocare a pallone. Ne ho visti troppi nella mia carriera. L'importante è che lui faccia sport. Uno qualsiasi». Mauro Bazzan intanto continua a dividere la propria vita tra la famiglia, il lavoro come venditore di auto a Mortara e il calcio. «E' la mia grande passione - dice - e mia moglie l'ha capito. Anche se non le interessa, sa conviverci. Il calcio mi ha dato tante soddisfazioni. Mi ricordo quando in estate partecipavo a un torneo a Monaco dove incontravamo giocatori di tutte le categorie, anche di serie A come Gianluca Stroppa o quando a Vasto abbiamo vinto un torneo di beach soccer. Mi ha permesso di conoscere molte persone al punto che non potrei ricordarle tutte. E ora ho intenzione di rimanere nel calcio il più a lungo possibile».
Andrea Ballone