Kosovo indipendente: no di Belgrado al piano Onu

BELGRADO.L'ultima chance offerta alle parti per un compromesso, più problematico che mai, sul futuro status del Kosovo. Cosi l'emissario dell'Onu, Martti Ahtisaari, ha presentato ieri a Belgrado le sue proposte di soluzione per il futuro della provincia serba a maggioranza albanese, posta sotto tutela internazionale da ormai 7 anni e destinata a rimanervi anche di fronte allo scenario d'indipendenza condizionata che il piano del super mediatore - subito bocciato dalla leadership serba - implicitamente suggerisce. Sbarcato in quella che fu la capitale della Jugoslavia prima di far tappa anche a Pristina per incontrarvi i rappresentanti dell'amministrazione secessionista albanese, l'ex presidente finlandese vi è stato ricevuto dalla porta di servizio. Il premier uscente Vojislav Kostunica non lo ha voluto neppure vedere. Mentre il presidente Boris Tadic - che rispetto a Kostunica incarna l'anima più europeista del fronte moderato serbo impegnato a cercare di dar vita a un nuovo governo di coalizione dopo le elezioni del 21 gennaio - non ha potuto che ripetergli di considerare «inaccettabile» la sua piattaforma negoziale laddove sembra aprire uno spiraglio a un Kosovo sovrano: evitando di far riferimento all'integrità territoriale della Serbia e adombrando «una soluzione imposta che rappresenterebbe una violazione del diritto internazionale e un precedente politico e legale eccezionalmente pericoloso». Ahtisaari, dopo l'incontro, ha fatto ricorso a tutte le arti della diplomazia per tentare di tenere intrecciato il filo del dialogo. Ha illustrato il suo piano come una proposta suscettibile di «miglioramenti», sulla base delle indicazioni delle parti.