La guerra tra sciiti e sunniti fa altri 27 morti a Baghdad

BAGHDAD.Nuova giornata di ordinaria violenza ieri in Iraq, dove le autobomba sono tornate a esplodere a Baghdad e a Mosul e nuovi tiri di mortaio hanno preso a bersaglio un quartiere sunnita nella capitale, con un bilancio di almeno 27 uccisi e 61 feriti, compresi due attentatori suicidi che hanno fallito nel tentativo di seminare morte tra i soldati governativi.
In questo clima infuocato, il premier Maliki (sciita) ha comunque proseguito gli incontri in vista dell'entrata in vigore del piano di sicurezza a Baghdad, ricevendo una delegazione del Partito islamico iracheno (sunnita), guidata dal suo vice segretario generale Iyad al-Samarrai. In un altro incontro, il Fronte della Concordia (Tawafuk), che con 44 deputati è il maggior gruppo parlamentare sunnita, ha dal canto suo richiesto di essere «informati di tutti i dettagli» per assicurare sostegno al piano. Un autorevole esponente del movimento del leader sciita radicale Moqtada al-Sadr, il deputato Baha Al-Araji, ha invece discusso con il vice presidente Tareq al-Hashimi (sunnita) della creazione di «comitati congiunti» per spalleggiare le forze di sicurezza governative nelle aree «miste» della capitale.