Riso Scotti, non solo vittorie


PAVIA. Per crescere le vittorie aiutano, ma non bastano. In una stagione buia per lo sport pavese, con il Pavia e l'Edimes che navigano nei bassifondi delle rispettive classifiche, brilla la stella della Riso Scotti che è saldamente in zona play off e in casa è un rullo compressore. Sarà difficile riuscire ad entusiasmare e coinvolgere la città, ma segnali positivi ce ne sono. Li ha colti Rosario Braia, coach che da tre anni è in forza alla società di Villanterio: «La gente ci sorride - dice il 31enne allenatore di Matera -, cresce la simpatia nei nostri confronti». Certo, a Pavia manca la tradizione della pallavolo. Sotto questo aspetto la «battaglia» con il calcio e il basket per accaparrarsi i tifosi sarà ancora più dura. Braia, insieme al general manager Gigi Poma, è pronto alla sfida.
Braia è arrivato a Pavia tre anni fa. Il primo impatto è stato terribile: «C'era una nebbia tremenda e faceva freddo - ricorda il coach - poi però l'ho superata. Prima vivevo con i miei genitori, nel centro di Matera, ora sono da solo e mi trovo bene. Abito a Villanterio dove conosco tante persone, non si fa fatica a trovare un posto per il parcheggio. Quando ho un po' di tempo libero passeggio per Pavia o faccio un giro a Milano. E poi chi l'ha detto che i pavesi sono freddi? L'unica cosa fredda è il palazzetto...». Con riferimento ai problemi di riscaldamento, non al coinvolgimento dei tifosi: «Di recente mi ha colpito un signore che si è avvicinato e mi ha rivelato: 'Sa, io di pallavolo non ci capisco niente, ma sono venuto a vedervi perché vincete". I nostri successi creano entusiasmo». Braia è un autentico sacerdote della pallavolo. Cresciuto in una terra nella quale il volley femminile ha toccato vette elevate, è un cultore della materia. Cura in modo quasi maniacale gli allenamenti, studia con attenzione le avversarie al videotape: «E' un lavoro che mi coinvolge a tempo pieno», ammette. Sarebbe bello riuscire a trasmettere quest'entusiasmo alla gente: «La società sta facendo una politica di prezzi scontati per cercare di coinvolgere le persone. C'è poi un progetto, ancora in embrione, che prevede incontri con gli studenti, a scuola. Può essere la strada giusta».
Il motore di tutto sono le vittorie. Sotto questo aspetto la Riso Scotti è sulla buona strada, anche se in trasferta va a corrente alternata: «In questo torneo equilibrato pesa molto il fattore casalingo. Questione di convinzione. Devo dire che a Cremona abbiamo fatto un grosso passo avanti. In trasferta finora, dopo un errore commesso, tendevamo a subire psicologicamente le avversarie». Potrebbe essere la svolta: «Le vittorie ci danno entusiasmo. Abbiamo una serie di certezze, come il gioco della Spinato o l'esplosione di Terranova. Grande convinzione nei nostri mezzi. Quello che era mancato lo scorso anno, per i risultati che non arrivavano. Ora lavoriamo con tranquillità e abbiamo margini di crescita». Braia non parla di play off e di promozione, ma ammette candidamente: «E' bello stare in alto e non posso certo negare che ogni tanto si sogni un po'. La realtà però è che il nostro campionato è estremamente equilibrato. Non vogliamo montarci la testa. Nelle prossime tre partite, le ultime del girone d'andata, affronteremo Castellana Grotte, Piacenza e Reggio Emilia, tre squadre dall'ottimo organico, ma che per il momento sono sotto di noi in classifica. Saranno test importanti».

Claudio Cuccurullo