La Fiat «Bravo» parte dal Quirinale


ROMA. Due fuoriprogramma con Napolitano e Prodi. Fiat non poteva chiedere di più per il lancio istituzionale di Bravo il modello che servirà per aggredire il «segmento C», il più importante del mercato dell'auto. Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat mostra tutta la sua soddisfazione presentando i dati che stanno dietro all'auto e all'azienda. «Dal 2007 si volta pagina - dice - il conti del gruppo sono stati rimessi in sesto. Il
balzo del fatturato è stato superiore all'11%.
Il risultato della gestione ordinaria è pressoché raddoppiato rispetto al 2005. Dopo 5 anni Fiat tornerà a distribuire un dividendo».
La nuova Fiat Bravo è il primo modello dell'anno della svolta, ne seguiranno altri 10. Linea cattiva, un po' nel solco della Grande Punto, motori potenti, interni confortevoli e dotazioni che nei modelli full optional non hanno niente da invidiare alle concorrenti che un tempo si chiamavano Golf e oggi si chiamano Focus. Un segmento da 3 milioni e 400mila vetture l'anno il «C». Fiat punta a vendere 70mila Bravo già quest'anno, ma la produzione potenziale di Cassino è 120mila, che sarebbe poi quanto ci si aspetta di vendere nel 2008.
«Un prodotto italiano di gran classe - dice Romano Prodi, il presidente del consiglio dopo che Marchionne e Montezemolo gli hanno mostrato la vettura - il prodotto di un'industria che ha un'importanza enorme per il Paese. Quella di Fiat è stata una resurrezione». Poco prima, contagiato dall'atmosfera rilassata era stato protagonista del secondo fuoriprogramma della giornata.
Il primo c'era stato al Quirinale. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sale alla guida della Bravo, al suo fianco Luca di Montezemolo, sul sedile posteriore Sergio Marchionne e John Elkann, vicepresidente di Fiat. L'auto, di un bel rosso metallizzato, si muove sulle pietre del cortile, una curva, un lieve accelerata e infila la porta che dà sulla piazza del Quirinale. La scorta presidenziale, presa in contropiede, scatta dietro alla nuova Fiat. Pochi secondi ed ecco riapparire Napolitano. «Bella, davvero bella», commenta scendendo.
Cortile di Palazzo Chigi, è passata un'ora. Quattro Bravo schierate, cordone di sicurezza. Luca De Meo, amministratore delegato di Fiat Auto, parla con il presidente del consiglio, Romano Prodi. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat conversa con Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza, con loro anche il ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Fiat e Confindustria indica le dotazioni dei vari modelli, mostra a Prodi il navigatore satellitare che si comanda con la voce, il tettino apribile, gli interni. Forse anche dei prezzi con cui da questo week-end la macchina è in vendita: da 14mila 900 a 22mila 800 euro chiavi in mano. I giornalisti premono, Prodi si avvicina: «Se non lo fanno gli altri lo faccio io», e toglie il cordone di sicurezza. «Ecco passate», gli uomini della sicurezza si frappongono. «No, no - dice il presidente del consiglio - fateli avvicinare». Bolgia infernale di telecamere e fotografi.

Alessandro Cecioni