Tre miliardi in meno alle banche
ROMA.Confindustria condivide il decreto Bersani sulla liberalizzazioni (anche se chiede di fare più e meglio) e gli italiani approvano con un si quasi plebiscitario la fatidica «lenzuolata». Ma sulla privatizzazione dei trasporti e servizio idrico arriva uno stop di Rifondazione che pone condizioni per sostenere il disegno di legge Lanzillotta.
Bersani si dice ben consapevole che le banche «non amano affatto» i suoi provvedimenti di liberalizzazioni. «Sulla commissione di massimo scoperto», ha spiegato, «ci sono in ballo 3 miliardi di euro». Quanto alle ricariche dei telefonini, la torta in gioco, secondo Bersani, «è di un miliardo, un miliardo e mezzo» di euro. Bersani, poi, non crede, che i provvedimenti porteranno a un rialzo dei prezzi. «Immagino ci sarà una rivalsa sui prezzi», ha detto, «ma solo in parte perchè, quando c'è trasparenza del prezzo, c'è concorrenza vera».
Secondo un sondaggio condotto da Ipr Marketing per Repubblica l'86% appoggia le liberalizzazioni, ritenendo le riforme messe in campo come molto/abbastanza importanti mentre è il 10% a ritenerle poco significative. E, tra tutte le misure, la più gradita è l'obbligo di evidenziare la data di scadenza dei cibi. Su ventuno provvedimenti di riforma, soltanto uno, quello che prevede l'eliminazione per l'iscrizione a ruolo alla Camera di Commercio per gli agenti immobiliari, è stato poco apprezzato. Tutti gli altri hanno ottenuto un consenso che supera in dodici casi l'80%, in sei casi il 90% e in un caso, l'obbligo della data di scadenza in evidenza per i cibi, è praticamente plebiscitario, pari al 99%.
Il ministro Lanzillotta ha annunciato che porterà la proposta sulla privatizzazione delle reti al prossimo cdm ma Rifondazione fa sapere di essere «profondamente contrariata e sorpresa». Secondo il Prc gli emendamenti previsti sono fuori degli accordi e definisce «inaccettabile che non vi sia traccia della clausola di moratoria per bloccare ogni ulteriore processo di privatizzazione del servizio idrico ed avviare la ripubblicizzazione dell'acqua».