Sanità privata nella bufera «Questo contratto va firmato»

PAVIA. Il contratto della sanità privata è scaduto da 36 mesi. E giovedi sera, all'ennesimo invito di rinnovo formulato dai sindacati, una delle associazioni dell'ospedalità privata, l'Aiop, ha rotto le trattative. Ne fanno parte le cliniche legate al gruppo Rotelli, in queste ore nella bufera.
Ora Cgil, Cisl e Uil minacciano lo stato di agitazione, la mobilitazione dei dipendenti e mettono in cantiere incontri con sindaci e prefetto. Oltre a chiedere «l'immediata sospensione dell'accreditamento alle cliniche collegate all'Aiop». Che nel Pavese sono clinica Città di Pavia, Morelli, Beato Matteo di Vigevano e villa Esperia di Salice.
«Una parte della Sanità privata ha raggiunto un accordo - spiega Oreste Negrini della segreteria provinciale Cgil - Hanno firmato il contratto Don Gnocchi e Aris, l'associazione religiosa istituto sanitari. Con aiop avevamo firmato una preintesa contrattuale il 17 gennaio. La scorsa settimana Aiop regionale ha chiesto ai suoi associati di elargire un acconto ai dipendenti. Ma giovedi sera a Roma i rappresentanti nazionali, con cui si dovevano definire tabelle economiche e arretrati, hanno fatto marcia indietro». «E noi, dopo tre anni di trattative disattese, non possiamo più concedere mediazioni» avverte Negrini. Nei prossimi giorni, nel corso delle assemblee già convocate nelle varie cliniche per discutere di tfr, i sindacati parleranno anche di contratto. Ieri hanno scritto al presidente della conferenza Stato-Regioni per chiedere «la verifica dello stato di accreditamenti e le congruità delle prestazioni di Aiop in seguito agli accordi sottoscritti con le Asl». (m.g.p.)