Fiat, corrono gli utili e si rivede il dividendo

TORINO. Dopo cinque anni torna il dividendo per gli azionisti della Fiat. E' il segno più evidente di quella «netta rottura con il passato» di cui si parla nella relazione al cda. Il 2006 si chiude con un utile netto di 1,2 miliardi con un miglioramento, su base omogenea, cioè senza considerare le partite straordinarie, di 1,4 miliardi di euro rispetto all'anno precedente. «E' stato un grande trimestre e un grande anno. Siamo soddisfatti», commenta l'a.d. Sergio Marchionne, mentre per il presidente Montezemolo sono «i risultati migliori da oltre dieci anni» con una «crescita impressionante di Fiat Auto, Iveco e Cnh».
Tutti gli obiettivi per il 2007 sono confermati: risultato della gestione ordinaria tra 2,5 e 2,7 miliardi e utile netto tra 1,6 e 1,8 miliardi. «Il prossimo - dice Marchionne - sarà un anno intenso, continueremo a lavorare sulle alleanze», dopo i tredici accordi con partner internazionali già raggiunti. Primo grande appuntamento dell'anno è la presentazione della Bravo, il 30 e 31 gennaio a Roma, la vettura chiave per la conquista di nuove fette di mercato con 120.000 consegne attese per il 2007. Ai soci, che dal 2002 non ricevono alcun dividendo, la Fiat distribuirà 0,155 euro per azione ordinaria (l'importo è di circa 169 milioni), 0,31 euro per azione privilegiata (32 milioni), 0,93 per azione di risparmio (74 milioni, inclusa la remunerazione complessiva degli ultimi tre anni). Dopo l'exploit di ieri, sulla scia delle attese non deluse sul dividendo, e un guadagno del 10% da inizio anno, il titolo, a causa delle prese di beneficio, chiude in calo dell'1,62% a 15,82 euro, tra scambi fiume per 61,56 milioni di pezzi, pari al 5,63% del capitale. Torna positivo nel 2006 il risultato della gestione ordinaria della Fiat Auto, pari a 291 milioni contro una perdita di 281 milioni del 2005, mentre i ricavi dell'Area Automobili ammontano a 25,6 miliardi di euro, con una crescita del 20,2%. «Ferrari ha avuto un buon anno, Maserati è sul binario della ripresa e nel 2007, con i nuovi modelli, genererà cassa e profitti» spiega Marchionne per il quale l'indiana Tata «è un partner strategico». Il fatturato del gruppo si attesta a 51,8 miliardi di euro (+11%), mentre l'indebitamento netto industriale del gruppo Fiat è al di sotto di 1,8 miliardi e la liquidità rimane alta a quasi 8 miliardi. Oltre all'Auto è forte il contributo della Cnh, il cui utile di gestione è pari a 737 milioni di euro, in crescita del 5,6% e dell'Iveco che presenta addirittura un balzo del 64% a 546 milioni. Alla Fiat risanata arriva il plauso di governo e sindacati. «Mi pare che l'azienda è in grande ripresa e Marchionne sta facendo un ottimo lavoro. Va a vantaggio del Paese e vuol dire stabilità nell'occupazione» afferma il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, mentre per il segretario generale della Uil, Angeletti, «è un'azienda che sta riprendendo un ruolo importante in Europa, ma fino a quando non supererà il 10% della quota di mercato ha ancora da lavorare». «Non dimentichiamo i sacrifici dei lavoratori. Si aspettano risultati in termini di condizioni di lavoro, salario e nuova occupazione», osserva Giorgio Airaudo, della Fiom torinese.