Voci di donne sull'Olocausto: a teatro Ottavia Piccolo e il gruppo In Scena Veritas

PAVIA. La storia non è mai neutra. E' sempre opera di testimonianza e di memoria. Ricordare è un modo di definirsi, di stabilire valori, di impegnare il futuro. Cosi è per la memoria della Shoah, motivo di interesse anche per il teatro, che sul tema propone due appuntamenti. Il primo è 'Stelle Erranti" di e con Elisa Calderoni, Manuela Malaga, M. Rita Minchiotti, dirette da Alessandro Chieregato, che la Compagnia In Scena Veritas presenta domani (ore 21.30) a Motoperpetuo e il 28 gennaio (ore 16) nello Spazio ISV a Rotta di Travacò Siccomario. Racconta storie di donne che hanno vissuto la tragedia dell'Olocausto.
Roma, negli anni oscuri dell'occupazione tedesca, è lo sfondo della prima rievocazione, tratta da 'Stella di Piazza Giudia" di Giuseppe Pederiali. Ne è protagonista la ragazza più bella del Ghetto, chiamata Pantera Nera a causa dei parenti e degli amici degli ebrei da lei consegnati ai fascisti condannandoli alla morte. Perché lo ha fatto: per soldi? per amore di un SS? per salvarsi? O per vendicarsi della comunità che l'ha esclusa a causa del suo comportamento disinibito? In 'Un tempo per parlare" di Lewis Helen, invece, una giovane giudea cecoslovacca si ritrova improvvisamente prigioniera degli ingranaggi incomprensibili della macchina dello sterminio. Anche la Polonia, come ricorda 'I bambini di Terezin", subi l'onta delle persecuzioni. Tra le mura dell'antica città furono ammassati quindicimila bambini strappati dalle famiglie e destinati ad Auschwitz. Continuarono a scrivere, dipingere e cantare fino alla fine... Poi, ecco la donna che abbandona i figli per seguire fino l'ideologia nazista e non si è mai pentita della sua scelta di 'Lasciami andare madre" di H. Schnider, gli orrori subiti dai '20 bambini di Bullenhuser Damn" ed altre testimonianze di deportate ebree. Lasciando, però, spazio pure alle parole di Etty Hillesum: 'Trovo bella la vita e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo negli uomini e oso dirlo senza falso pudore".
Martedi sera, invece, al Teatro Fraschini sarà messa in scena la pièce 'Processo a Dio" del trentaduenne Stefano Massini, vincitore del Premio Pier Vittorio Tondelli.
Ottavia Piccolo, diretta da Sergio Fantoni, interpreta la protagonista del dramma, l'attrice ebrea Elga Firsch sopravvissuta al lager, che, all'indomani della Shoah, per riuscire a capire quanto avvenne, per approfondire i suoi interrogativi, decide provocatoriamente di portare alla sbarra Dio, 'colpevole" di aver voltato il suo benevolo sguardo dal genocidio in atto a opera del regime nazista: perché Colui che regge le sorti del mondo ha lasciato che si compissero tragedie immani come l'Olocausto? Dov'era, in quei drammatici momenti? Perché non è intervenuto? Accanto a lei, Vittorio Viviani è il rabbino di Francoforte Nachman Bidermann, che ha il compito di rappresentare Dio; Francesco Zecca è Adek Bidermann, figlio del rabbino; Silvano Piccardi e Olek Mincer impersonano due vecchi di Francoforte anche loro reduci dai 'campi", mentre Marco Cacciola veste i panni del gerarca delle SS Rudolf W. Reinhard. Sono loro ad essere imputato, accusa e difesa di un processo, immaginato come una resa dei conti violenta, acuta e drastica, che rappresenta 'un guardarsi negli occhi fra terra e cielo".
Franco Cornara