S. Cristina, il museo vuole il riconoscimento

SANTA CRISTINA. «Confidiamo che con il nuovo anno venga accolta da parte della Regione la richiesta del nostro Museo di essere accredito come raccolta di interesse regionale e entri nella rete museale lombarda. La richiesta a questo fine è stata avanzata dal Comune di Santa Cristina che è, nei fatti, proprietario del museo. Ora attendiamo l'esito della commissione regionale appositamente creata per esaminare le richieste che sono state avanzate dai vari soggetti museali operanti nelle Province della Lombardia e che non avevano richiesto l'accreditamento nel 2002».
Ecco cosa chiede, per questo 2007 appena iniziato, il quartier generale del museo, con il presidente Osvaldo Galli. Le reti museali locali sono realtà istituzionalizzate con coordinamento funzionale e forte interdipendenza fra le componenti, anche di diversa natura e condizione giuridica. Si basano su una rete codificata di relazioni tra istituzioni museali di differente titolarità, dimensione e tipologia e altri servizi culturali correlati, collegati funzionalmente in maniera stabile per coordinare, integrare e potenziare i servizi offerti al pubblico per un territorio di riferimento. Ci si unisce per migliorare la qualità, la quantità e la fruizione dei servizi offerti al pubblico condividere e razionalizzare le risorse, assicurare per tutte le istituzioni aderenti al sistema, prestazioni e servizi analoghi per qualità e tipologia in modo da favorire la crescita complessiva dell'offerta museale territoriale. E per valorizzare il territorio. Il museo contadino della Bassa pavese è stato fondato nel 1984 da un gruppo o di cittadini di Santa Cristina e Bissone appassionati di storia e tradizioni locali, in particolare del mondo contadino. La collaborazione con l'amministrazione comunale ha permesso di reperire un immobile dove è collocata l'attuale sede. Il suo patrimonio consta di oltre 2.000 attrezzi ordinati per tipologia d'attività. E, oltre alla continua raccolta di attrezzi e al loro riordino, l'attività è concentrata in ricerche e pubblicazioni effettuate in collaborazione con appassionati, con le scuole elementari e le medie inferiori sul territorio. Mentre costante è la ricerca fotografica riguardante il tempo che fu. Sarà questo, dunque, il grande anno per questo museo? Qui si attende con trepidazione la risposta regionale.
Chiara Riffeser