«Aumentare l'età pensionabile non serve, il sistema tiene»
ROMA.Mentre dall'Euroa arrivano sollecitazioni affinchè l'Italia innalzi l'età pensionabile, per i sindacati non c'è fretta di mettere mano alla materia previdenziale e in ogni caso si deve cominciare con l'abolizione dello scalone del 2008. Ma per il rappresentante italiano nel board dela Bce, Lorenzo Bini Smaghi, «non alzare l'età pensionabile sarebbe un errore», perchè il nostro Paese «non crescerà in modo sostenibile e duraturo fin quando il debito rimane cosi alto».
A rispondere a Bini Smaghi, da fronte sindacale, è il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, secondo il quale il banchiere centrale «non può dire che il nostro sistema previdenziale non è sostenibile perchè lo è. E lo è più di tutti gli altri sistemi previdenziali». E se il problema è l'alto debito pubblico - si chiede - «perchè dobbiamo ridurlo con le pensioni?». Ribadendo che per la Uil le priorità sono l'abolizione dello scalone del 2008 e non toccare i coefficienti di trasformazione, Angeletti afferma inoltre che l'età media di pensionamento si può alzare oltre la soglia dei 57 anni, ma solo «volontariamente e con incentivi». Una posizione che si dice sicuro sia condivisa anche da Cgil e Cisl. Proprio sui coefficienti si sofferma il numero uno del sindacato di via Po, Raffaele Bonanni, che ricorda come la loro verifica sia già stato fatto l'ano scorso e «le autorità ci hanno detto che i conti erano a posto». Per questo - secondo il segretario generale della Cisl - «quello che dice Padoa-Schioppa è surreale» e «chiedere aiuto agli Almunia di turno è una vezzo provinciale tutto italiano». Sulla stessa lunghezza d'onda, anche l'Ugl. «Dall'Europa - afferma il suo segretario generale Renata Polverini - continuano ad arrivare pericolosi richiami all'aumento dell'età pensionabile come unica soluzione per garantire la stabilità dei conti pubblici. L'Ugl si opporrà a qualsiasi tentativo di fare cassa sulle spalle dei lavoratori e dei pensionati». Più defilata è al momento la posizione della Cgil, che non perde occasione di ribadire che, prima di tutto, è necessario abolire lo scalone. Il segretario generale Guglielmo Epifani sottolinea come «il dato prevalente è la ricerca di unità, che è quello che chiediamo anche a Governo e maggioranza». Cgil, Cisl e Uil stanno infatti lavorando ad un documento unitario. Critico sulle voci che si rincorrono in materia di pensioni, anche il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che taglia corto: «tutto quello che si legge sui giornali il più delle volte è campato in aria. Il Governo ha il dovere di una sola voce e di una sola proposta».