Ecco Bagnoli, per risalire
PAVIA. Ormai non ci sono più dubbi, l'Edimes deve correre ai ripari. «A questo punto cambiare è necessario - confessa deluso il presidente Gianmarco Bianchi - anche perché noi non abbiamo il Dna delle squadre che lottano per non retrocedere». La prima conseguenza è che oggi arriva il pivot 25enne Simone Bagnoli e un nuovo acquisto potrebbe seguirlo a breve perché, come dice Bianchi, «non basterà un innesto a cambiare le cose». Gira insistente la voce di uno scambio: l'ala Baxter finirebbe a Reggio Emilia in cambio della guardia 22enne C. J. Watson. Pavia però sta seguendo anche altre strade, compresa qualle che porta un altro reggiano, l'ala 24enne Bruno Zanotti. Il play 32enne Sean Colson invece non verrà: «Abbiamo già Stanic, un altro regista non ci serve».
«Nelle scorse settimane c'è stato in società chi chiedeva di intervenire subito, ma io ho preferito dare ancora fiducia al gruppo: con il senno di poi ammetto di aver sbagliato - confessa deluso il numero uno della Nuova pallacanestro Pavia - . Adesso i correttivi sono necessari».
Oggi alle 18 Simone Bagnoli vivrà il suo primo allenamento con Pavia. La trattativa tra la società e il centro ex Rieti ieri non era ancora conclusa, ma sembra essere solo questione di dettagli. Altri passi potrebbero essere compiuti nei prossimi giorni: «Prima di prendere altri giocatori vogliamo capire cosa succederà con l'innesto di Bagnoli - continua Bianchi - perché in questa fase dobbiamo evitare l'errore di avere dei doppioni nel roster».
C. J. Watson, partito titolare a Reggio Emilia e poi finito in panchina dietro Lamma e Carra, potrebbe prendere il posto di Baxter. Reggio Emilia ha bisogno di un'ala piccola e non ha più visti per cui può tesserare un nuovo americano solo se arriva da una squadra italiana. Anche cambiare un straniero però potrebbe non bastare a Pavia: «Serve un'altra mentalità, ma voglio vedere anche un'organizzazione migliore in difesa perché contro Jesi siamo stati disastrosi - spiega il presidente della Nuova - . Un esempio? Tutti sanno cosa è in grado di fare Hoover e l'anno scorso, quando era con noi, finiva spesso le partite pieno di lividi e graffi. Noi invece l'abbiamo lasciato giocare. Ci eravamo illusi contro Rieti che la difesa stesse migliorando, invece con noi anche Jesi, che di media segnava 73 punti, ne ha raccolti quasi 100. Non si può perdere in casa cosi, dopo aver segnato 95 punti. E poi ci sarà una ragione se contro di noi gli avversari hanno sempre buone percentuali da fuori».
Secondo Bianchi non è l'impegno a mancare, ma il carattere: «Abbiamo giocatori tecnici che sono pronti a buttarsi su ogni pallone, ma ci vuole un'altra cattiveria».
Per il momento Alberto Martelossi non sembra in discussione, ma le parole del presidente sono un monito anche per l'allenatore.