Politica si, ma per i cittadini
Sono veramente dispiaciuto per il fatto che le mie condizioni fisiche mi impediscono di assistere, quanto meno come uditore, alle lezioni tenute dalla Scuola della politica creata nella nostra città dal gruppo di Libertà e Giustizia.
Come ex parlamentare mi sono fatto a suo tempo una certa esperienza e ho partecipato a intensi dibattiti, talvolta a veri e propri scontri. Ma non mi sono mai trovato davanti a casi di conflitti di interesse cosi eclatanti e cosi spudoratamente esibiti come nelle ultime legislature. Nelle quali mi pare di riconoscere due distinte casistiche.
La prima è quella delle leggi ad personam, tra le quali la figura di gran lunga emergente è quella di Berlusconi, ma ne hanno approfittato moltissimi altri, tra cui Bossi, che per vilipendio alla bandiera poteva finire in prigione e invece se la caverà con una multa.
Parlamentari allegri
La seconda è il principio evangelico del dare a Cesare quel che è di Cesare: che è stato applicato in passato nei confronti di Cesare Beccaria, la cui opera è stata messa nell'indice dei libri proibiti e attualmente nel caso dell'avv. Previti, tuttora titolare di un seggio in Parlamento, con relativa immunità.
Questo quadro solleva una problematica quanto mai complessa, di cui per brevità ricordo solo pochi casi esemplari:
1) Ha ancora senso la costituzione di gruppi parlamentari distinti, con propri rappresentanti ufficiali, che seguono un loro orientamento politico unitario? A me pare che sia cresciuta una certa allegria di comportamenti, per cui in sostanza ciascuno fa quel che gli pare. Tanto a destra quanto a sinistra c'è sempre qualche frazione disponibile a cambiare bandiera e a mettere in minoranza la maggioranza di cui fa parte. Tale clima favorisce ogni genere di iniziative - o mercanteggiamenti - individuali. Soprattutto al Senato, dove la consistenza numerica è quasi pari, c'è un presidente della commissione difesa eletto coi voti dell'opposizione, ci sono senatori che assumono posizioni ricattatorie, o votate lo stanziamento che dico io, o voto contro e sbaracco tutto.
2) Nelle dichiarazioni rilasciate in varie sedi - congressi, interviste ai giornali o alla Tv - c'è una gara alla visibilità individuale o di gruppo, che travolge ogni precedente intesa programmatica. In questa gara primeggiano gli esponenti della Margherita: l'on. Rutelli mette avanti ogni genere di maldipancia in tema di norme che riguardino scelte etico-sociali non condivise dal Vaticano, la sen. Binetti, arriva a chiedere le dimissioni di Emma Bonino dalla carica di ministro, sol perché è intervenuta ai funerali civili di Welby. Ma ci sono in altri gruppi molti validi concorrenti.
Ci vuole credibilità
3) Tra i quali ne ricorderò uno che è esemplare: il sen. Pietro Fuda, che in sede di presentazione della legge finanziaria ha dato il nome alla norma che avrebbe dovuto salvare i pubblici amministratori dai provvedimenti contestati dalla corte dei conti. Il Governo ha dovuto annullare quella norma con apposito decreto. Ma fino a oggi è rimasta sconosciuta la «manina» che l'aveva di soppiatto inserita nel testo.
4) C'è infine una questione di credibilità personale che riguarda un gruppo bene individuato di parlamentari. E' la questione della sacralità della famiglia. In merito il Pontefice pontifica, com'è suo ruolo; e parla in ogni occasione, è in tv a ogni ora del giorno e della notte.
E ogni parroco ne ripete diligentemente i giudizi, com'è naturale. Ma non è naturale che facciano lo stesso pugnaci e loquacissimi onorevoli che di quella sacralità vogliono presentarsi come intemerati paladini, anche se sono essi stessi fuori dal matrimonio (ma si sono già assicurati l'assistenza sanitaria e altri diritti per tutelare i loro conviventi).
Ma è come osservatore del costume civile in generale che ho maggior interesse, soprattutto in ordine alla laicità dello Stato, base essenziale della concordia tra tutti i cittadini. E' qui il nodo più aggrovigliato.
Vale ancora la Costituzione del 1948? Formalmente si, ma è già parecchio stravolta. Già sono state «superate» norme fondamentali concernenti l'istruzione e la ricerca. La scuola privata non è più «senza oneri per lo Stato»; a modello ideale di rettore di Università si cita ancora.
La figura di Agostino Gemelli, devoto a Mussolini quasi come al Papa, che dalla cattedra e dal pulpito spandeva intolleranza e razzismo. In proposito Luigi Cancrini ha riportato di recente una delle sue innumerevoli esternazioni di carità cristiana: «Se insieme con il positivismo, il socialismo, il libero pensiero e con il Momigliano morissero i Giudei che continuano l'opera dei Giudei che hanno crocifisso nostro Signore, non è vero che al mondo si starebbe meglio?».
Non mi risulta che qualcuno abbia chiesto perdono per tutto ciò. Forse tra qualche secolo, com'è avvenuto per Galileo... Ma intanto la gerarchia vaticana continua a intervenire a gamba tesa nella partita politica. La laicità dev'essere ammissibile solo nel recinto da essa tracciato: perchè spetta ai cattolici, bontà loro, comunicare ai non credenti in quale ambito possano avventurarsi: fuori del quale diventa empio «laicismo» anticlericale, di stampo individualistico-radicale, che porta alla rovina della democrazia, del costume, della società civile.
Contro tale «laicismo» occorre massima severità, tutto è permesso. Ne ha fatto esperienza il povero Welby che, in nome di questo imperativo ideologico, è stato crocifisso alla sua sofferenza: gli zelatori del Dio di misericordia hanno negato a lui e a sua madre perfino quel rito funebre, che pure è concesso, talvolta con gran pompa di benedizioni cardinalizie, a efferati tiranni.
Vorrà la nuova scuola della politica dedicare qualche attenzione a questo genere di problemi che riguardano essenzialmente la qualità etico-culturale del personale politico e la sua attitudine a coinvolgere nella partecipazione democratica il massimo numero di cittadini, mettendoli al riparo dalle manovre dei politicanti dei palazzi?
O si ritiene che tutto vada a posto con l'avvento del Partito democratico e l'auspicata alternanza al potere di due grossi blocchi elettorali? Attenzione, la formula non è tutto: quel che conta è chi la fa vivere, la classe dirigente. Si riuscirà a costruirne una, che senza cinismi nè ipocrisie, ma in tutta onestà intellettuale e morale, guidi il Paese verso una società migliore, che rispetti la dignità di ciascuno nella solidarietà di tutti?
Giorgio PiovanoPavia
Certosa, fate qualcosa
per i bambini di Torriano
Cosa c'è di più bello che vedere dei bambini giocare felici? Vederli correre, ridere, crescere imparando a stare insieme? E' uno spettacolo che a mio avviso tocca il cuore, e basta andare ai giardinetti, nei parcogiochi per constatarlo.
Purtroppo però non dappertutto. Perchè per permettere che i bambini giochino e le mamme siano tranquille ci vuole un minimo di sicurezza.
Scrivo questa lettera per portare all'attenzione dei lettori un caso purtroppo non isolato. Parlo per la precisione del parcogiochi di Torriano. Quando è stato fatto se n'è parlato molto, tutti se ne prendevano una parte del merito... E poi?
Io ho 30 anni, ho smesso da un pezzo di andare sullo scivolo, ma l'altro giorno ho accompagnato mia nipote di 3 anni e mi sono spaventato. La casetta in legno è in condizioni pietose buchi sul pavimento a rischio caduta, assi che traballano, giostre a pezzi, marce mezze rotte, altalente distrutte.
Ma dico, stiamo scherzando? Senza contare le moto che sfrecciano in mezzo... Devo portare mia nipote o mio figlio a giocare o a rischiare la vita?
Io capisco che ci sono priorità, ma per me o per un genitore i nostri bambini sono la priorità. Aspettiamo come al solito che qualcuno si faccia male sul serio?
E' facile prendersi il merito e poi lavarsene le mani. Ora io vi chiedo, secondo voi è giusto?
E sorvolo per ora sul campo da calcio che ci era stato promesso da 15 anni e quello da pallavolo che è sparito.
Comunque io spero che con l'aiuto del Comune o delle associazioni locali si possa riuscire a fare qualcosa.
M. N.Torriano di Certosa